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Indagine barese, Ghedini: “il premier utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile”

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Palazzo GrazioliE’ durata poco la soddisfazione di Silvio Berlusconi nell’apprendere l'archiviazione dell'inchiesta sull'abuso dei "voli di Stato". Una dolce ciliegia che si aggiungeva all’incontro avuto con Barack Obama, questa volta senza figuracce. Finalmente una breve sequenza di eventi positivi dopo gli scossoni del “caso Noemi”, gli attacchi della stampa internazionale e le proteste dei terremotati aquilani.

Questa mattina, il premier scorrendo il Corriere della Sera, a pagina due legge la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta sui voli. Pieno di soddisfazione continua a sfogliare, legge i titoli con animo leggero fino a pagina sei.

la notizia del nuovo filone dell’indagine sulla sanità pugliese deve avergli alzato pericolosamente la pressione sanguigna.

I titoli sono forti. Delle intercettazioni, che sarebbero state effettuate nel corso dell’indagine, alcune riguardano le feste organizzate a palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Da quello che si legge sul Corriere della Sera, gli intercettati avrebbero accennato a versamenti di denaro a favore delle ragazze invitate a partecipare. Gli inquirenti continuano ad indagare.

Berlusconi s’infuria e, tanto per cambiare, attacca i giornali: “Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità. Io non mi farò certo condizionare da queste aggressioni e continuerò a lavorare, come sempre, per il bene del Paese”.

Ma il quotidiano non si limita a riferire semplici voci di tribunale e pubblica l’intervista a Patrizia D'Addario, che non è soltanto una delle ragazze “ingaggiate”, ma la candidata consigliere comunale per la lista "La Puglia prima di tutto", che appoggia il candidato sindaco del Pdl.

Lei conferma di aver ricevuto denaro per partecipare ad un paio di feste insieme ad altre ragazze.
"[ ]siamo state portate in un grande salone e lì abbiamo trovato tante ragazze, saranno state una ventina. Come antipasto c'erano pezzi di pizza e champagne. Dopo poco è arrivato Silvio Berlusconi". La D'Addario dice di aver ricevuto solo 1.000 euro dei 2.000 stabiliti "perché non ero rimasta".

La volta successiva, invece, si è trattenuta. "E' stato sempre Giampaolo a organizzare tutto... Con l'autista ci ha portato nella residenza del presidente, ma quella sera non c'erano altre ospiti. Abbiamo trovato un buffet di dolci e il solito pianista. Quando mi ha visto Berlusconi si è subito ricordato del progetto edilizio che volevo realizzare", di cui avevano discusso la volta precedente, riferisce la D’Addario. "Poi mi ha chiesto di rimanere", racconta. E lo può dimostrare: "Ho le registrazioni dei due incontri", assicura.

Il quotidiano la Repubblica, raccoglie la notizia e inizia la “diretta”.
Il Pdl prima esprime la “totale solidarietà” al premier, poi attacca D’Alema reo di aver previsto “scossoni” nella maggioranza. Bondi, La Russa e Verdini, non entrano nel merito dell’indagine, ma dirottano l’attenzione sulle parole pronunciate dall’ex premier nel corso della trasmissione dell’Annunziata: "Come faceva a 'immaginare' in anteprima assoluta i contenuti (tutti da verificare) di una nuova inchiesta?"

D’Alema replica a stretto giro : "Si sta facendo una vergognosa speculazione - spiega - Quello da me espresso domenica scorsa nel programma In mezz'ora era un giudizio politico, come è stato del tutto evidente a chi ha visto la trasmissione, riferito al governo e al nervosismo del presidente del Consiglio, il quale aveva appena denunciato oscuri e imprecisati complotti contro di lui. Nessun riferimento, dunque, da parte mia, a vicende giudiziarie di cui non so nulla. Per quanto riguarda, poi, le insinuazioni prive di qualsiasi fondamento di verità e di riscontri, mi riservo di agire su ogni piano nei confronti dei calunniatori".

"Consiglierei a Berlusconi - aggiunge poi D'Alema in una successiva intervista televisiva - di fare ciò che si fa in questi casi: c'è una intervista sul Corriere della Sera dove qualcuno gli fa delle accuse, risponda. Faccia quello che non ha fatto nel caso Noemi, chiarisca e risponda".

Alla cortina di protezione si aggiunge la voce del legale di Silvio Berlusconi e deputato del Pdl, Niccolò Ghedini: Dell'inchiesta "non sappiamo nulla, ma certamente non può essere un'inchiesta nei confronti del presidente del consiglio". "Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l'utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile", sostiene il legale.

Intanto, la Repubblica racconta che fonti ufficiose della Procura di Bari confermano che è in corso un'indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna. Nell'inchiesta si ipotizzerebbe che l'imprenditore intercettato abbia contattato e inviato in residenze private alcune ragazze.

Diamo credito a Ghedini quando con sicurezza afferma che le indicazioni della D’Addario non sono vere, ma se l’inchiesta dovesse, invece, confermare quella “induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna”, la sua affermazione di “non responsabilità del premier” diventa discutibile.

Sarebbe come dire: “me le portano a casa, ed io le uso soltanto… non posso mica buttare quel ben di Dio!?”.

Si auspica l’indignazione delle donne.

Mauro David

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