Bertolaso e le sue case, l’inchiesta sugli appalti per il G8 guarda di nuovo verso il Vaticano.La casa di Bertolaso in Costa Azzurra, di cui hanno scritto i giornali, è inesistente, quella a Positano è un rudere di proprietà di famiglia da più generazioni, ma ora l’attenzione è sulla casa di Via Giulia a Roma utilizzata da Bertolaso.
La casa è di proprietà della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, l’ex Propaganda Fide, il potente organismo del Vaticano che si occupa delle missioni in tutto il mondo e che aveva Balducci, uno dei capi della cosiddetta ‘cricca’, tra i suoi consultori.
Il Papa e il cardinal Bertone chiedono maggiori controlli dopo lo scandalo, scrivono i giornali, ma dal Vaticano si ostenta indifferenza.
“Nessun commento”, dicono ufficialmente “ci manca solo che parliamo delle case di Bertolaso”, dicono ufficiosamente.
Bertolaso agli inquirenti spiega che non c’è nessun mistero. Aveva abitato nella primavera-estate del 2003 nel collegio di propaganda Fide, ma i suoi orari si sono dimostrati incompatibili.
Il capo della Protezione Civile si rivolse quindi al cardinale Crescenzio Sepe, l’ex regista del Giubileo del 2000 che era allora il capo della Propaganda Fide e che oggi dirige la diocesi di Napoli e che conosceva personalmente.
Il cardinale gli indicò un collaboratore che gli fece mettere a disposizione la casa di Via Giulia. “Era un prestito a canone zero, per poco più di un anno, ho pagato le bollette ma non l’affitto”, ha spiegato Bertolaso agli inquirenti.
Ma l’architetto Zampolini, sospettato di aver riciclato denaro per Diego Anemone, ha sostenuto di aver pagato l’affitto della casa di Via Giulia. Bertolaso ha negato che ciò sia avvenuto quando lui soggiornava nell’abitazione. Il giallo continua.
Set as favorite
Bookmark
Email This






