Tanti altri nomi su cui la magistratura sta lavorando e tanti altri soldi. C'è un nuovo filone d'indagine che riguarda appalti, case da ristrutturare, uffici di clienti potenti e operazioni bancarie sospette.Sono queste le novità venute alla luce dall'inchiesta della Procura di Perugia sulla gestione dei grandi eventi, dal G8 alla Maddalena, alle celebrazioni per l'unità d'Italia.
Una lista già c'era con centinaia di nomi, ora ne compare un'altra con una contabilità dei lavori di ristrutturazione effettuati dalle ditte dell'imprenditore Diego Anemone, arrestato e poi scarcerato, al centro dello scandalo che ha investito anche la Protezione Civile per gli appalti pubblici spartiti dalla cosiddetta 'cricca'.
Uno dei nomi citati nella nuova lista è quello di Berlusconi, senza nessun altro riferimento. Si sta ora cercando di capire di chi si tratti, se dell'attuale premier o del fratello Paolo.
Il nuovo listino è saltato fuori dall'esame dell'hard disk del personal computer sequestrato a Stefano Gazzani, il commercialista di Anemone, indagato per riciclaggio.
In questa seconda lista ci sarebbero molte e significative coincidenze di nomi, come quelle dell'ex ministro Scajola e dei soldi ottenuti per l'acquisto dell'appartamento con vista sul Colosseo.
Si sarebbe scoperto che parte dei lavori per il ministro sarebbero affidati alla "Medea", società di Anemone, gestita per un periodo da Mauro Della Giovampaola. Delegato alla missione del G8, anche lui finito agli arresti nella prima fase dell'inchiesta.
Inoltre la magistratura vuole vederci chiaro sui 250 mila euro che sarebbero stati versati lo scorso anno da un noto avvocato sul conto corrente del giudice Pasquale De Lise, attuale presidente del Consiglio di Stato, che all'epoca guidava il Tar del Lazio e che si occupò di numerosi ricorsi su appalti pubblici.
Perché un magistrato avrebbe ricevuto tutti quei soldi? E' quello che vogliono scoprire i giudici.
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