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Il rozzo cabaret del ministro Brunetta

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Il rozzo cabaret del ministro brunetta Le ultime esternazioni di Brunetta: "sinistra di merda", "vada a morire ammazzata", "colpo di Stato".

Parte da lontano il ministro Brunetta, classe 1950. Nato povero, figlio di un ambulante veneto: “ho vissuto in 90 metri quadri in nove persone”.

Ma ha studiato tra mille sacrifici. Si laurea in Scienze politiche ed economiche a Padova e lì inizia la sua carriera accademica. In una puntata di Matrix del 2008 racconta a Mentana della sua aspirazione di vincere il Premio Nobel per l’economia. Ambizione poi subordinata all’amore per la politica.

In politica parte da sinistra. Anni di panchina, sempre dietro le quinte a lavorare per il successo degli altri, a spiegare l’economia, le leggi, a tirar giù tabelle sui fogli elettronici. E’ uomo di grande ambizione e tenacia. Collabora come consulente economico con Craxi, Amato e Ciampi.

Tutti lo stimano e ne ammirano l’intelligenza, ma quando si tratta di offrigli una visibilità politica, fanno un passo indietro. Ministro, assolutamente no, ma neanche governatore o sindaco.

Nel 1999 salta il fosso e diventa eurodeputato con Forza Italia
. Finalmente arriva il suo momento e con l’attuale governo di Silvio Berlusconi assurge al dicastero della Funzione Pubblica.

Come ministro affronta di petto lo scandalo dell’inefficienza della pubblica amministrazione. Lo stesso Berlusconi, quando governò tra il 2001 e il 2005, dovette arrendersi ammettendo che, se fosse stato un dipendente pubblico, si sarebbe vergognato a guardarsi nello specchio.

Ma ora c’è Brunetta che con entusiasmo si lancia a corpo morto contro i nullafacenti. Chi può dare torto a chi cerca di rimettere in piedi una macchina dello Stato che ancora porta in sé l’anima del modello burocratico fascista. Una crociata sacrosanta che qualcuno doveva pur fare e che dirotta su Brunetta il plauso trasversale di più parti politiche.

Rendere efficienti le amministrazioni cristallizzate su una burocrazia che offende e umilia il cittadino. Dare dignità ai dipendenti che vivono l’impiego pubblico come una missione, quelli mortificati dai colleghi che del nullafacentismo ne hanno fatto una collusione di tipo mafioso.

La voglia di “fare risultato” è forte. Parte all’attacco degli assenteisti e nel tritacarne finiscono anche i donatori di sangue. Le polemiche s’infittiscono, soprattutto perché Brunetta da europarlamentare ha accumulato il 51,79% di assenze. Ma lo Stato deve farsi sentire e lui va avanti correggendo i difetti della macchina che sta mettendo in piedi.

La battaglia prosegue, ma i suoi proclami inquinano le motivazioni che muovono le sue azioni. E’ davvero spinto dalla voglia di rendere un servizio alla collettività o, lui ex povero dei quartieri popolari di Venezia ed unico artefice del proprio successo, ce l’ha col mondo? Difficile distinguere il confine.

“Il Paese è con me! Sto cambiando tutto!”, sostiene con impeto. L’ultimo sondaggio Ipr/Repubblica gli attribuisce un livello di fiducia del 60%, tra i ministri è una delle star. Lui è al settimo cielo e si sente “la Lorella Cuccarini del governo Berlusconi”. Alza gli indici di ascolto se va in televisione, manda in delirio le platee appena prende il microfono. Ma la voglia di rivincita esistenziale lo conduce via via verso un innalzamento del livello di scontro con numerosi settori della società civile.

Come se fosse il portavoce dell'ala estetica del suo partito, spiega il perché le belle donne puntino su Forza Italia per avanzare socialmente. “Ha mai visto una donna brutta in una Ferrari?”, chiede sottolineando che quelle esteticamente sgradevoli privilegino la sinistra comunista e egualitaria.

Se la prende con i registi
che fanno parte del “culturame parassitario vissuto di risorse pubbliche che sputa sentenze contro il proprio Paese ed è quello che si vede in questi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia”. Michele Placido, che ha presentato al festival il suo film prodotto anche con i soldi della Medusa (di Berlusconi), lo denuncia. La frase di Brunetta a commento del film, "un pezzo d'Italia molto rappresentata, molto 'placida' e quest'Italia e' leggermente schifosa", Placido non l’ha digerita.

Se la prende con gli agenti di polizia in sovrappeso
: “non si può mandare in strada il poliziotto 'panzone' che ha fatto solo il passacarte”. Nel mirino finiscono anche gli studenti dell’Onda “che sono dei guerriglieri e come tali verranno trattati”.

Poi è il turno dei magistrati da controllare “con i tornelli”. Quello dei medici: “Andiamo in ospedale e ci facciamo operare dal primo venuto, senza sapere se è bravo o è un macellaio. E sappiamo che negli ospedali i macellai non sono pochi”. Quello della Cgil: “Chi se ne frega della Cgil!” esplode il ministro quando quest’ultima non firma il contratto del pubblico impiego.

L’iperbole dei proclami è raggiunta a Cortina in cui una certa sinistra è “di merda”. Quella “elitaria e parassitaria" che prepara “un colpo di stato” e che deve andare “a morire ammazzata".

Il confronto proposto dal ministro Brunetta ormai è di tipo muscolare ed avviene sul terreno delle offese e delle volgarità. E pensare che finora, fatta eccezione dei blogger aggressivi che popolano la Rete, dal mondo politico e quello dei media offese dello stesso tenore non sono mai arrivate. Francesco Merlo, al massimo della critica, ha definito “materia da psicanalisi” le dichiarazioni di Brunetta.

Ma ormai il ministro ha scelto il luogo e le armi per il duello e questo danneggerà tutti. Un ministro che definisce “merda” una parte politica avversaria nuoce a se stesso, alle relazioni sociali, al dibattito politico e all’opera di risanamento della pubblica amministrazione.

Se la rozzezza è l’arma scelta, Brunetta si dovrà preparare alle sfide future. Provenire dalla periferia veneziana non sarà sufficiente, il lessico andrà aggiornato con invettive più incivili, offese più pungenti non solo verso la persona, ma contro i suoi morti, i suoi parenti e, soprattutto, contro l’aspetto fisico.

Un training di offesa demenziale è ormai indispensabile, molti bassifondi italiani pullulano di scuole adatte alla bisogna. Un paio di serate intensive saranno sufficienti a mettere il ministro Brunetta nelle condizioni di affrontare il dibattito politico, secondo le regole che lui stesso ha dettato.

Mauro David
 


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(tono da trailer)

Dopo il successo di "Urla nel Silenzio" (del contraddittorio) il nuovo avvilente film della sfortunata serie "I ministri dell'Astio".
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"IMPATTO SUL MACADÀM"
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Special Guest (nel ruolo del pilota): R. Brunetta

Colonna sonora: "Cosa sei ♪ " (Ricchi & Poveri)

La critica:

« ... non andate nelle sale cinematografiche, questo film si svolge sotto gli occhi di tutti » - ("Italy's Observers")

« ... intristisce i cittadini » - ("Di Pietro Veritas")

« ... quando la politica ... "vola - basso" » - ("Escort Sera")

Giornali minori.

« ... momento straordinario » - ("Ghedini Paper")
« ... un'opera culturale » - ("Bondìnews")
« ... puareto » - (Zaia - "Carta del Pan")


© Nessuno , settembre 20, 2009

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