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Idv e Pd, alleanza che rende nervosa la maggioranza

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Idv e Pd, alleanza che rende nervosa la maggioranzaAlleanze da saldare, altre da rinverdire, forni da aprire e chiudere con attenzione. E’ ancora agitato il mare dell’opposizione dove l’Italia dei valori archivia il congresso e l’elezione per acclamazione di Antonio di Pietro, unico candidato alla presidenza di un partito saldamente nelle sue mani.

All’Idv Di Pietro detta la svolta, basta con la protesta sterile è iniziata la fase della responsabilità. Una linea che nel partito e nei movimenti satelliti non convince fino in fondo. Nicchia il popolo viola, quello di Beppe Grillo e delle piazze, quello che si raccoglie intorno a Travaglio. Tutti critici per la svolta di Salerno, ovvero l’appoggio al candidato Pd De Luca, indagato.

D’accordo con quest’ala dura e pura è l’eurodeputato De Magistris che per la Campania aveva fornito altri nomi.

Se la svolta di Di Pietro dà fiducia al Pd di Bersani, Casini non s’illude che l’ex pm possa cambiare pelle: “l’Idv è una zavorra - sostiene il leader centrista – è un macigno su qualsiasi alternativa credibile a Berlusconi”.

Critiche in casa Pd che vengono lette più in chiave voto, che come un vero stop su future alleanze. Anche perché si ricorda che fu proprio Casini ad ipotizzare, in caso di caduta del governo Berlusconi, un fronte comune di tutte le opposizioni, Italia dei Valori compresa.

Contro il riavvicinamento tra Pd e Idv, non usa mezzi termini la maggioranza che mostra nervosismo. Il Ministro Bondi si chiede cosa sarà diventata la sinistra italiana ora che il Pd ha abbandonato la tradizionale alleanza con i cattolici e i moderati a favore delle posizioni radicali del “neo comunismo antagonista” e della piattaforma “giustizialista ed eversiva” di Di Pietro.


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