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Fisco: Taglio delle tasse per i più poveri, ma solo dal 2014

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Fisco: Taglio delle tasse per i più poveri, ma solo dal 2014Taglio delle tasse per i più poveri, ma solo dal 2014 come previsto dalle bozze del decreto fiscale che il governo presenterà nel prossimo Consiglio dei ministri.

Gli sconti per le famiglie arriveranno ma non subito. Il governo si muove con grande cautela nel tracciare il decreto legge fiscale, oggi all'esame del pre-consiglio dei ministri a Palazzo Chigi.

Nella bozza che sta circolando emerge chiaramente che gli sgravi per le famiglie con i redditi più bassi scatteranno solo dal 2014.

Non saranno sconti strutturali e saranno legati effettivamente alle risorse che arriveranno dalla lotta all'evasione nei prossimi due anni. Si dovrà inoltre tener conto anche dell'andamento dei conti pubblici.

Insomma, prima il governo vuole centrare il pareggio di bilancio, poi li distribuirà qualcosa alle famiglie.

È probabile che si punti alle detrazioni per familiari a carico e che i soldi recuperati dagli evasori finiscano in un apposito fondo.

Così la lotta all'evasione si fa più stretta. Sono in arrivo delle liste selettive di contribuenti sorpresi a non emettere scontrini e ricevute. In pratica delle black list a cui si attingerà per i controlli fiscali.

Per fare questo verrà anche potenziato il numero telefonico 117 che raccoglie le denunce dei cittadini.

Addio poi allo spesometro oltre i 3000 euro. Torna il vecchio album clienti-fornitori con l'obbligo per imprenditori e professionisti di comunicare al fisco gli estremi di chiunque scambi con loro merci o prestazioni. Da qui, secondo l'Agenzia delle entrate, passa gran parte dell'evasione dell'Iva.

Poi arrivano multe più pesanti per chi espropria capitali all'estero e giro di vite contro le finte associazioni non-profit.

Sembrerebbe invece sparita dalla bozza la norma che imporrebbe il pagamento dell'Ici per gli immobili commerciali della Chiesa, ma questa è una vicenda tutta da chiarire.

Poi si allenta la morsa di Equitalia, sarà possibile una rateizzazione flessibile dei redditi. Per chi ha uno stipendio basso, il pignoramento dello stipendio non potrà superare il 10% e gli imprenditori potranno essere custodi dei beni aziendali pignorati, cosa che permetterà loro di lavorare e di pagare il fisco.


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