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Fisco, Calderoli con Cisl e Uil: "giù le tasse o sciopero anch'io"

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Fisco, Calderoli con Cisl e Uil: "giù le tasse o sciopero anch'io"Ormai mancano poche ore alla soluzione di quello che il quotidiano Libero chiama "enigma di Pontida", ovvero quale sarà la mossa che Umberto Bossi giocherà davanti al suo elettorato, al popolo leghista, riunito sui pratoni del bergamasco, primo appuntamento con la base, dopo la doppia sconfitta alle amministrative e al referendum.

E soprattutto, se sarà solo lui a giocarla o se ci sarà spazio per gli interventi di altri leader, dati in competizione con il senatùr, in testa Roberto Maroni.

L'evento Pontida ha assunto la mediaticità degli appuntamenti epocali, del punto di svolta, o almeno l'occasione per capire in che direzione vanno i rapporti tra la Lega e Berlusconi.

Così da un paio di settimane si misurano tutte le dichiarazioni dei vertici del Carroccio. Si ipotizzano e si pesano le richieste.

La campagna per il trasferimento di alcuni misteri al nord, la riforma fiscale con un occhio all'elettorato leghista, da finanziare, almeno in parte, con la fine della missione militare in Libia, alla quale Bossi è stato sempre ostile.

Non è un caso che alla vigilia del raduno il ministro della Difesa La Russa provi con un'intervista al Corriere della Sera a far intravedere un'apertura sul ritiro anticipato, che tuttavia avrebbe ripercussioni internazionali che certo non aiutano un governo alla canna del gas.

Il Pdl, come ovvio, e Berlusconi più di tutti guardano con apprensione all'appuntamento, nonostante i fedelissimi e i commentatori di area centrodestra sostengano che a Pontida la Lega abbaierà senza mordere. Farà annunci, ultimatum, ma difficilmente, è la tesi prevalente, romperà domani con il governo.

L'avvertimento dell'agenzia di rating Moody's, che mette in guardia il governo dall'allentare l'attenzione sui debito, da' una mano al rigorismo di Tremonti che la Lega ha dovuto mettere sotto pressione dopo anni di feeling.

Per adesso il tiro della Lega resta alzato ancora sul taglio delle tasse. "O si fa o rompiamo", minaccia Calderoli accodandosi all'ultimatum della Cisl e della Uil. "La riforma fiscale - spiega - va fatta e va fatta subito, diversamente - annuncia Calderoli - dovrò partecipare anch'io al loro minacciato sciopero generale e dovrò essere in piazza con loro e non più - sottolinea - come rappresentante di un governo".

Insomma, vigilia poco rassicurante per Berlusconi visto che ogni parola della Lega ha ripercussioni sull'area centro-meridionale-romana del Pdl. Il governatore del Lazio, Renata Polverini, minaccia di raccogliere firme per far restare a Roma i ministeri contro la proposta di legge di iniziativa popolare che il ministro Calderoli ha promesso di attivare proprio a Pontida.

Il sindaco di Roma Alemanno, attivissimo nella politica nazionale, in questa fase è sulla stessa linea.

Insomma, se la Lega tira al Nord, altri tirano a Roma e al Sud. Un gioco pericoloso per un Berlusconi alle prese con le inchieste giudiziarie. In testa quelle napoletane sul lobbista Luigi Bisignani e il deputato del Pdl Alfonso Papa che lambiscono il governo e il sottosegretario Gianni Letta.

L'unica parola che Bossi non potrà pronunciare a Pontida è "Berlusconi", ironizzavano qualche giorno fa i leghisti a Montecitorio perché in effetti anche questo sarà un test.

Fiori o ortaggi sul nome del premier?


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