Cda Rai approva il diritto di replica delle associazioni pro-vita, Fazio e Saviano: "proposta inaccettabile"
La trasmissione "Vieni via con me" di Fabio Fazio e Roberto Saviano torna al centro delle polemiche. Oggi il Cda della Rai, anziché occuparsi del bilancio disastroso dell'azienda pubblica, ha approvato un ordine del giorno che da' parere positivo alla partecipazione delle associazioni pro-vita alla trasmissione.
Si tratterebbe di un altro "diritto di replica" richiesto e concesso dopo la partecipazione alla seconda puntata di Beppino Englaro, papà di Eluana, e di Mina Welby, moglie di Piergiorgio.
L'ordine del giorno, firmato dal consigliere di maggioranza De Laurentiis, è stato votato anche da Paolo Galimberti, presidente della Rai.
I consiglieri di opposizione per protesta hanno abbandonato il consiglio, mentre Fazio, Saviano e gli autori del programma hanno definito "inaccettabile" la richiesta.
I consiglieri di opposizione, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, hanno abbandonato la riunione ritenendo corretto "lasciare ogni valutazione alla direzione generale, alla direzione di rete e agli autori" e non ad una decisione del consiglio di amministrazione.
Inoltre il non volere costruire "contrapposizioni ideologiche" su temi delicati come quello della vita e della morte" ha portato i due consiglieri ad esprime "dispiacere" per il voto favorevole di Galimberti.
Englaro e Welby avevano letto nel corso della seconda puntata il loro elenco. Nella sua lettura Englaro testimoniò il desiderio della figlia Eluana di "libertà rispetto a quello che lei avvertiva come violenza" cioè che "mai avrebbe voluto vivere priva di coscienza e mai avrebbe tollerato la continua profanazione del suo corpo".
La Welby raccontò invece le ultime cose dette da Piergiorgio in occasione di quello definito dal marito, "il giorno più bello della sua vita", quello del distacco dalla macchina che lo teneva in vita.
Saviano rammentò subito dopo che il Vaticano rifiutò il funerale in chiesa. L'autore di Gomorra lesse poi il laconico comunicato, firmato dal cardinale Ruini, con cui il Vicariato di Roma rifiutava di celebrare le esequie di Welby in chiesa.
Poi Saviano è andato oltre citando il diverso trattamento riservato a "boss e criminali come Enrico de Pedis, Francisco Franco, Augusto Pinochet". Criminali e dittatori sanguinari che hanno avuto tutti gli onori in una chiesa cattolica.
Certo, l'attacco al Vaticano è stato forte perché forte fu l'ingiustizia. I funerali di Welby furono celebrati all'esterno della parrocchia di San Giovanni Bosco alla presenza di centinaia di laici e di cattolici che si dissociarono dal rifiuto di Ruini.
E' un fatto avvenuto e non può esserci replica ad un fatto. Semmai... delle scuse pubbliche.
Auguriamoci che Fazio e Saviano riescano a fronteggiare questa vergognosa provocazione.
Mauro David
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