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Famiglia Cristiana, in altri paesi politici costretti alle dimissioni

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Berlusconi/Famiglia Cristiana, dimissioniNello scandalo Berlusconi-escort, per Famiglia Cristiana il limite è stato superato. Lo scrive don Antonio Sciortino rispondendo così alla valanga di lettere pervenute alla redazione.

“Il problema dell’esempio personale – scrive il direttore del settimanale paolino nella sua rubrica Colloqui col padre - è inscindibile per chiunque accetti una carica pubblica. In altre nazioni, se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia?”.


Da quando è esploso il caso delle feste con ragazze invitate a pagamento nelle residenze di Berlusconi, è la prima volta che il settimanale prende una posizione così clamorosa. Le dimissioni del capo del governo. Insomma non esistono zone franche per nessuno perché “la morale è uguale per tutti”, soprattutto per chi ricopre posizioni di responsabilità.

Così il settimanale fa proprio il tormentone ripetuto da mesi dagli esponenti del centro-sinistra e dalla stampa mondiale, e lo fa senza mezzi termini. Il comportamento del premier è definito “indifendibile” e la Chiesa "non può ignorare l'emergenza morale nella vita pubblica del paese". E’ necessario, si legge nell’editoriale, che “da una politica da camera da letto si passi alla vera politica delle Camere del Parlamento, restituite alla loro dignità e funzioni”.

Nel chiedere chiarezza sui comportamenti del premier, don Sciortino si scaglia anche contro i suoi difensori definiti "corifei, caudatari o maschere salmodianti che ci propinano a ogni ora ritornelli e moduli stantii, a difesa dell’indifendibile”. Nell’editoriale il riferimento all’avvocato Nicolò Ghedini è esplicito, quando vengono citate le definizioni legali pronunciate dal difensore di Berlusconi: “utilizzatore finale” di un presunto giro di donne a pagamento, o quando considera le donne come merce di cui “si potrebbe averne quantitativi gratis”.

Famiglia Cristiana è stata precedentemente critica verso le politiche del governo, soprattutto in materia di lavoro, immigrati e famiglia. Dopo i servizi di la Repubblica sul “caso Noemi”, il settimanale, chiedendo “chiarezza”, è stata la prima voce a rompere l’imbarazzante silenzio in cui era sprofondato il fronte cattolico. Successivamente l’analoga istanza è stata formulata dal quotidiano dei vescovi Avvenire.

Ovviamente le reazioni del centro destra non si sono fatte attendere. Gaetano Quagliarello (Pdl) ha commentato: “Famiglia Cristiana come i farisei”. Daniela Santanchè liquida la questione dichiarando: "Famiglia Cristiana rappresenta solo un gruppetto eversivo all'interno della Chiesa, Berlusconi non si deve preoccupare". Per Maurizio Sacconi, ministro del Welfare “"Per fortuna la Chiesa è altra cosa”, mentre la sottosegretaria Eugenia Roccella accenna a “odio ideologico”.

MD
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