Roma, teatro Piccolo Eliseo, sabato 14 febbraio.Radio Radicale discute a convegno su: “Verità e menzogne su Eutanasia, Coscioni, Welby, Englaro. Sotto il dominio violento e antidemocratico della partitocrazia.” Partecipano: Vittorio Angioloni, avvocato di Englaro, Emma Bonino, Furio Colombo, Carlo Alberto Defanti, medico di Eluana, Edoardo Fleischner, Ignazio Marino, Stefano Rodotà e altri. L’incontro è aperto a tutti (info.www.emmabonino.it)
Ci siamo, la legge sul testamento biologico è in arrivo. Qualche mese ancora, forse si arriverà a maggio e l’Italia potrebbe avere, dopo tre legislature, fitte di audizioni, commissioni di esperti e bozze di legge, le sue regole. La morte di Eluana ha frenato la richiesta dei tempi contingentati. E dopo l’incidente istituzionale sulla Costituzione, si è deciso di restituire spazio al dibattito
Prima di lei, Piergiorgio Welby per quaranta giorni, aveva gridato le sue volontà per liberarsi dal respiratore artificiale. Sentenze e accuse di ogni tipo, riscattate, il giorno del suo funerale dall’abbraccio di una piazza credente e laica, commossa e stracolma, a Cinecittà. Dopo di lui, prosciolto Mario Riccio il suo medico-anestesista, da ogni accusa, ma sorte diversa toccò al martire di Alghero,Giovanni Nuvoli.
Un martirio il suo, inferto senza alcun pudore. Gli fu impedita la sedazione e fu lasciato morire, lui sì, di fame e di sete. Lo ripeto: di fame e di sete. Senza alcuna pietà umana né cristiana, ucciso dalla ragion di stato. Una vergogna pubblica, che meriterebbe un ricorso alla procura, come sostiene spesso Mina Welby. Un caso poco citato, perché di una crudeltà tale da inibire il solo ricordo.
Oggi pomeriggio Eluana sarà sepolta in pace nel piccolo cimitero innevato di Paluzza, ai piedi delle Alpi. La benedizione della Chiesa ci sarà, perché la sua volontà di morire è stata ricostruita da una sentenza e non l’ha messa nero su bianco, come aveva fatto lo scomunicato Piergiorgio Welby. Una vittima, dunque, per il Vaticano, ma di chi? Ce lo chiediamo e lasciamo ad ognuno la risposta.
Venerdì 13 febbraio scadrà il termine per presentare gli emendamenti al testo che si discuterà al Senato. Approvata ieri la mozione della maggioranza anche con alcuni voti dell’opposizione. Si partirà dal testo del senatore pidiellino Raffaele Calabrò: nessuno potrà rinunciare, neanche per iscritto all’idratazione e alla nutrizione artificiali, qualora entrasse in coma persistente, perché definite terapie di sostegno vitale. Inoltre, il testamento biologico dovrà essere redatto davanti ad un notaio ed aggiornato ogni tre anni.
Tutti saremo destinati ad una “non vita”, per volontà dello Stato. Una strana interpretazione vitalistica delle gerarchie vaticane ha prevalso anche sulla cultura vaticana delle gerarchie del governo del Paese e dei partiti.Il cattolicissimo Lorenzo D’ Avack, vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica, era incredulo nel leggere il testo Calabrò, qualche giorno fa ad un convegno, a Roma.. “Sono un giurista, con queste norme, a cosa mi serve il testamento biologico?”. Accanto a lui, il senatore, credente, ma laico, Ignazio Marino, contava quante volte un giovane avrebbe dovuto andare da un notaio nel corso della propria vita. “Una burocratizzazione senza precedenti che scoraggerebbe chiunque a sottoscrivere un testamento biologico”. Con questa legge, Welby, Nuvoli ed Eluana cosa avrebbero potuto fare? Niente.
Tutti saremo destinati ad una “non vita”, per volontà dello Stato. Una strana interpretazione vitalistica delle gerarchie vaticane ha prevalso anche sulla cultura vaticana delle gerarchie del governo del Paese e dei partiti.Il cattolicissimo Lorenzo D’ Avack, vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica, era incredulo nel leggere il testo Calabrò, qualche giorno fa ad un convegno, a Roma.. “Sono un giurista, con queste norme, a cosa mi serve il testamento biologico?”. Accanto a lui, il senatore, credente, ma laico, Ignazio Marino, contava quante volte un giovane avrebbe dovuto andare da un notaio nel corso della propria vita. “Una burocratizzazione senza precedenti che scoraggerebbe chiunque a sottoscrivere un testamento biologico”. Con questa legge, Welby, Nuvoli ed Eluana cosa avrebbero potuto fare? Niente.
A chi gioverebbe? Si mira alla cosidetta pancia del Paese? Ai voti dei benpensanti, stralunati da una termilogia troppo tecnica, o spaventati dalla morte tout court, a tal punto di volerla rimuovere, con l’illusione di una pseudo eternità terrena? Forse, ma se l’esca è appetibile la trappola è micidiale. Si perderanno per sempre la libertà e la carità cristiana verso il morente ed in un sol colpo.
Questa l’autonomia del cittadino nell’era del governo liberale di Berlusconi & C? Timida l’opposizione politica, cauta e prudente nel Pd, che sventola la bandiera della Costituzione come il generale Custer a Little Big Horn, preferendo il martirio sul campo, piuttosto che chiedere rinforzi ed armare i propri soldati delle armi della laicità.
Di questo e di altro, si parlerà a Roma il 14 febbraio, al teatro Piccolo Eliseo, dalle ore 10. Sintonizzatevi.
Monica Soldano
Monica Soldano
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