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Epifani: non si tocchino lavoro dipendente e pensioni

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Epifani: non si tocchino lavoro dipendente e pensioni Dopo la proposta di ridurre del 5% gli stipendi di deputati e senatori il ministro della Semplificazione rilancia. "Cominci a pagare chi non ha mai dato", dice Calderoli che assicura: "la manovra sarà equa".

Quello che è certo è che sarà un banco di prova per il centrodestra. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, invoca compattezza. La gravità della situazione economica è tale, spiega Cicchitto, da richiedere tagli significativi alla spesa pubblica, iniziativa che prenderà il governo nel suo complesso e non per sollecitazione di questa o quella forza politica.

In attesa di vedere le carte le opposizioni restano scettiche, anche se con toni diversi. Il leader dell'Udc, Casini, teme che le proposte di ridurre i costi della politica restino lettera morta, come l'abolizione delle province.

L'Italia dei Valori accusa l'Esecutivo di colpire le fasce più deboli. Il Pd boccia le prime ipotesi circolate e detta le sue condizioni: il governo riconosca di avere sottostimato la crisi, ora si parta da equità e crescita.

Argomenti sui quali insistono anche i sindacati, preoccupati per i dipendenti pubblici. La Cgil, che non ha partecipato agli ultimi incontri formali a Via XX Settembre, definisce debole la mancanza di confronto e Guglielmo Epifani avverte: non si tocchino lavoro dipendente e pensioni.

La Cisl chiede lotta dura a sprechi ed evasione fiscale, prima di discutere il resto.

Cauta la Confindustria, la presidente Emma Marcegaglia, che secondo indiscrezioni avrebbe rifiutato l'offerta di guidare il ministero dello Sviluppo Economico, fa sapere che serve rigore sulla spesa pubblica e che bisogna guardare gli altri paesi.
 


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