Gli unici a chiamarsi fuori sono i governatori leghisti di Piemonte e Veneto, rispettivamente, Roberto Cota e Luca Zaia, che hanno già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di restituire le deleghe.Gli altri presidenti di Regione, invece, sembrano al momento determinati a fare fronte contro il governo che proprio non ne vuole sapere di rivedere i tagli previsti nella manovra.
Lo scontento è espresso a chiare lettere anche dai governatori Pdl come quello della Lombardia, Roberto Formigoni. Quest’ultimo da una parte rivendica l’importanza della decisione di istituire una commissione mista per individuare gli sprechi, dall’altra boccia senza appello l’irragionevole rigidità del ministero guidato da Giulio Tremonti.
Renata Polverini, governatrice del Lazio, si dice fiduciosa della possibilità di trovare ancora una soluzione.
Nessuno spazio per l’ottimismo per il governatore della Puglia Nichi Vendola che si dice pronto a restituire le deleghe. Sulla stessa linea anche il governatore della Toscana, Enrico Rossi, esponente dell’Italia dei Valori.
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