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Carlino alla commissione ambiente, e' tempesta

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Carlino alla commissione ambiente, e' tempesta di Mauro David

La giunta Polverini che governa la Regione Lazio non fa, ma quando fa solleva un vespaio imbizzarrito. Parliamo della nomina di Roberto Carlino alla guida della commissione regionale Ambiente.

Carlino, si proprio lui, quello della Immobildream. L’imprenditore del mattone che da anni, su cartelloni agli incroci stradali e sulle radio locali ci promette di non vendere sogni “ma solide realtà”.

Per ora 'mister casa', fedele Udc, vede realizzato il suo sogno, quello di dare sfogo alla sua passione politica.

Ma la cosa non è vista di buon occhio dall’opposizione. Nobile (Fds) e Bonelli (Verdi) denunciano un conflitto di interessi. Polemico ed ironico Zaratti (Sel): “E’ una scelta in linea con la loro idea di ambiente”.
Pedica (Idv) ci va giù pesante: “Dopo gli avvocati dei mafiosi all'antimafia e le veline alle pari opportunità, ora abbiamo un palazzinaro a salvaguardia dell'ambiente".

Lui, Carlino, risponde quello che può e dalle colonne de la Repubblica sostiene che la commissione ha compiti di controllo e non di gestione, che ha già fatto parte (giunta Storace) della commissione Urbanistica e che si è distinto per la serietà del suo lavoro.

Non facciamoci accalappiare dal pregiudizio, ma certo è che nominare un immobiliarista alla guida della commissione Ambiente è come mettere un formichiere a guardia di un formicaio, una volpe a controllare il pollaio. Siamo certi che svolgerà bene il suo lavoro e magari, la volpe, prometterà di diventare anche vegetariana. Ma sarà un supplizio di Tantalo protratto nel tempo, auguriamoci che lo sforzo non danneggi la preziosa coda.

C’è comunque un vantaggio concreto in tutto ciò. Basta con i professionisti del mattone che debbono fare ore di anticamera nelle segreterie dei politici per spiegare progetti e realizzare sogni. Bene, ora ci sarà un immobiliarista. E’ più conveniente e pratico.

Abbandoniamo l'ironia, quella che ci impedisce di lacrimare a tal punto da ingrossare il biondo Tevere. Viviamo nel tempo di Berlusconi e siamo piuttosto abituati alla mancanza di buon senso che spesso accompagna le scelte politiche del centrodestra, ma un po' di gusto estetico? Almeno quello, che diavolo!
 


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