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Calderoli ci prova, dal predellino al trampolino

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Calderoli ci prova, dal predellino al trampolino Dal predellino al trampolino per rilanciare il governo. Si offre come mediatore il leghista Roberto Calderoli, ministro alla Semplificazione, per un vertice tra Berlusconi, Bossi e Fini che sancisca un patto per rilanciare la legislatura prima che sia troppo tardi.

Un'illusione o un'ultima carta, si vedrà. Certo è che l'altro leghista ministro dell'Interno, Maroni, qualche settimana fa aveva lanciato l'ultimatum: "O riparte l'azione di governo o si deve staccare la spina".

Tra lo scetticismo del finiano Italo Bocchino e l'ottimismo del ministro Andrea Ronchi per un possibile incontro tra i due fondatori del Pdl, le colombe sono al lavoro per trovare un'intesa.

Italo Bocchino, pur giudicando "un passo avanti" la proposta di Calderoli, dice che prima "serve qualcos'altro. Credo che Berlusconi debba delle scuse a Fini". Il premier formulerà mai le scuse al presidente della Camera offeso, come spiega Bocchino da "una campagna di aggressione rozza, volgare, sferrata da Berlusconi che lo ha colpito negli affetti familiari, in modo doloroso"?

Comunque il fronte più delicato, dove le distanze sono più forti, rimane quello della giustizia. Tema su cui ieri il presidente della Camera Gianfranco Fini era stato chiaro: "La legge è uguale per tutti, la politica lo dimostri".

La riforma della giustizia rimane la prova del fuoco per la maggioranza, avverte Angelino Alfano, che continua a confidare in un'intesa con i finiani.

"Una riforma costituzionale che non avrà alcun intento punitivo nei confronti della magistratura - assicura Alfano - e nessuna modifica al legittimo impedimento".

Manca però ancora un testo del disegno di legge, per cui non sarà presentato nel consiglio dei Ministri della prossima settimana.

Dalla giustizia alla struttura del Pdl, le tensioni non diminuiscono. Situazione estremamente difficile con un coordinatore nazionale, Denis Verdini, coinvolto nelle inchieste giudiziarie e un altro sotto pressione come Ignazio La Russa.

L'ufficio di presidenza convocato per mercoledì dovrà affrontare la ristrutturazione del partito, "la sua democratizzazione", dice l'altro coordinatore Sandro Bondi.

Sempre che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo una settimana di convalescenza, riesca a placare le anime ormai inquiete del Pdl.
 


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