Le due facce di Verdini e Cosentino, le due facce del Pdl. Unite dallo scandalo le prime, divise quelle di un partito che da tempo si muove seguendo le correnti.Su Denis Verdini, coordinatore del Pdl, volano gli stracci. I finiani chiedono le sue dimissioni. "C'è per Berlusconi un problema di opportunità in merito alla presenza di Verdini al vertice del partito. Così come c'è un problema di opportunità sulla presenza di Cosentino al governo e alla guida del Pdl in Campania", dice senza mezzi termini Italo Bocchino che poi aggiunge: "Se ci sarà una mozione da parte delle opposizioni, questa dovrà essere valutata".
Furioso con lui è Sandro Bondi, "leggendo l'ennesima esternazione di Bocchino - dice il ministro - mi confermo nella convinzione che il suo ruolo nel dibattito interno al nostro movimento politico sia nefasto".
Sull'altra riva il segretario del Pd in visita negli Stati Uniti sceglie l'ironia: "A noi il Watergate ci fa un baffo - dice Bersani - all'ombra di Berlusconi si è aperta un'autostrada per la corruzione".
"Sembra di essere alla fine di un impero - commenta Dario Franceschini - i sottosegretari Caliendo e Cosentino debbono andare via immediatamente e se questo non succederà noi non esiteremo in tutte le iniziative parlamentari per portare a questo risultato".
Il sottosegretario Caliendo controbatte: "Come risulta dall'ordinanza, io non ho partecipato a nessuna discussione che riguardasse il lodo Alfano".
L'Udc si dice pronta a votare la sfiducia al sottosegretario Cosentino: "Se fosse confermato il quadro che leggiamo sui giornali - dice Gianpiero D'Alia - sarebbe un quadro desolante che meriterebbe interventi efficaci da parte del Parlamento e della politica".
L'Italia dei Valori, come annunciato da Antonio Di Pietro, ha depositato alla Camera la mozione e chiederà che si discuta il prima possibile.
Ora non resta che sperare che la politica dimostri di possedere buon gusto e, soprattutto, buon senso.
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