Bossi torna ad invocare la Padania ed evoca le elezioni anticipate alla festa della Lega a Monvisio. Il Senatur, a chi gli chiede se il governo andrà avanti fino a 2013, risponde che "sembra un traguardo un po' lontano". Dal popolo del Carroccio sono in molti a dire ora basta con Berlusconi."Speriamo che l'acqua del Po ci porti fortuna", si augura Bossi ma a chi gli chiede un pronostico sulla tenuta del governo risponde lapidario: "per adesso si va avanti ma il 2013 mi sembra un po' lontano".
Anche se affaticato Bossi ci prova a sfoderare i vecchi argomenti cari al popolo leghista. I militanti gridano "secessione" e lui rilancia: "l'Italia va a picco, dobbiamo preparare un'alternativa e l'alternativa è la Padania".
Quelli del cerchio magico, Rosi Mauro in testa, non lo perdono di vista un attimo. Lo chiamano il capo, lo sostengono anche fisicamente.
Il Senatur lo ammette, "sono un po' acciaccato", forse non pensa solo al braccio dolente ma un messaggio deve passare su tutti. La sua leadership appannata dalle beghe interne non si discute e per essere ancora più chiaro Bossi incorona il figlio Renzo come suo delfino e indica Calderoli come suo braccio destro a Roma.
Quanto a lui si dipinge come il paladino delle pensioni, quello che non ha mollato mai anche se aveva tutti contro.
Brucia ancora l'articolo di Panorama che ritrae sua moglie, Manuela, come l'anima nera della Lega. L'imperatrice tiranna che tutto ordisce, Bossi la difende "è una brava", poi se ne va.
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