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Borghezio: ai romani "trapianto di cervello, tassisti "una vergogna"

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Borghezio: ai romani "trapianto di cervello, tassisti "una vergogna"Lo querelo, assicura il sindaco di Roma Alemanno. Borghezio attacca i romani a cui si dovrebbe fare "un trapianto di cervello".

L'eurodeputato leghista entra di spalla su una questione accesasi intorno al pedaggio del raccordo anulare. Alemanno aveva minacciato di querela il vice Ministro dei Trasporti - un altro leghista, Roberto Castelli - dopo che quest'ultimo aveva definito i romani "culturalmente arretrati".

Con la storia di far pagare il pedaggio sul GRA, stranamente e grazie agli insulti leghisti, a Roma destra e sinistra trovano un punto d'incontro. Per il presidente della provincia, Nicola Zingaretti, "È una vergogna, chi agisce così non ha il diritto di governare l'Italia".

La governatrice della Regione Lazio, Renata Polverini, è sdegnata dalla "volgarità e dall'arroganza della Lega".

Borghezio, dopo l'attacco a Castelli, esordisce con il bisogno dei romani "di fare un trapianto di cervello", ma poi insiste: "La P4 e il sistema Bisignani sono fenomeni squisitamente romani, sono la patologia che è diventata realtà e che ormai fa parte della vita quotidiana", dice Borghezio definendo Alemanno e Polverini "burattini di questi burattinai".

Non contento spara ancora: "Roma è una città sporca, fa schifo", e come ciliegina sulla torta se la prende con i tassisti romani: "Sono una vergogna nazionale, hanno sempre cercato di fregarmi perché mi credevano un turista".

La Polverini non regge e racconta nel corso del programma Klauscondicio di aver dato mandato ai legali affinché presentino "querela nei confronti dell'europarlamentare Borghezio per le parole diffamatorie pronunciate nei miei confronti".

Poi la governatrice del Lazio ha spiegato di non conoscere Bisignani e di non accettare "insinuazioni che possano ledere la mia dignità e il mio ruolo istituzionale".

D'altra parte ci sarà un motivo per cui Borghezio passa per il deputato più picchiato d'Italia. Nel 2001 fu malmenato da uno sconosciuto in tram, a Torino. Nel 2005 fu aggredito sul treno Torino-Milano. "Minacciavano di buttarmi giù dal treno in corsa. Hanno cercato di linciarmi", raccontò ai cronisti.

Sempre a Torino, vigilia di Natale, lo aspettarono fuori dalla libreria "Arethusa", in via Po. Questa volta non lo picchiarono, ma, come raccontò al Corriere della Sera, "Erano in venti e sputavano tutti insieme", disse lamentandosi del "cappotto che colava".

Nello stesso mese, si spinse fino a Livorno, quartiere Venezia, feudo rosso di portuali. E lì si presentò fedele all'appuntamento con l'aggressione dopo aver parlato contro i musulmani. Le prese dietro al municipio.

Nel 2007, fu picchiato dalla polizia belga perché a Bruxelles voleva manifestare "contro l'Islam" davanti al Parlamento europeo.

Recentemente, nel maggio scorso, è invece andato in Svizzera a prendere le botte. Aveva tentato di intrufolarsi ad una riunione riservatissima dell'esclusivo Club di Bildelberg, che si tiene ogni anno a Saint Moritz. A dargliele è stata la polizia e i servizi di sicurezza dell'albergo.

Borghezio è "un obiettivo vivente", almeno così si è definito in un'intervista al Corriere della Sera.

Ma guarda un po'..
 


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Borghezio chi? Questo?

http://piste.blogspot.com/2011/01/mario-borghezio-quello-che-wikipedia-il_22.html
Margherita Caruso Galanti , giugno 26, 2011

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