Si alle riforme per i cittadini, no al ddl sul processo breve né ad un rinnovato lodo Alfano. Pier Luigi Bersani riunisce per la prima volta la direzione del Pd eletta dieci giorni fa. Presenti tutti i big, da D’Alema fino a Veltroni. E alla fine torna ad attaccare il ddl sulla durata dei processi.“Il mio invito è quello di ritirare queste norme, molto semplicemente. Non credo che siano facili da aggiustare, bisogna ritirarle”, spiega il segretario del Pd che rinnova la disponibilità a discutere le riforme sulla giustizia. “Noi ci siamo – dice Bersani – ma se tutte le volte c’è questo impedimento, francamente diventa difficile”.
Secondo il segretario del Pd la gente è stufa di occuparsi solo dei problemi di Berlusconi. Poi annuncia per dicembre un’iniziativa dedicata alle questioni economiche e sociali.
Quanto alla manifestazione "No Berlusconi Day" del 5 dicembre, sostenuta dall’Italia dei Valori e da Rifondazione, c’è chi, come Franco Marini, che consiglia di non partecipare, mentre Ignazio Marino vuole scendere in piazza. A tal proposito Bersani dichiara: “Se le parole d’ordine non sono incompatibili con le nostre posizioni, potrà esserci la presenza di esponenti, di cittadini e militanti”.
Bersani punta soprattutto a rafforzare organizzazione e azione politica del partito. Su questo si è concentrata la Direzione odierna, con una missione prioritaria che Bersani chiarisce: “Lavoriamo per agganciare i tre milioni di cittadini che sono venuti alle primarie, di cui abbiamo l’indirizzo e quindi la disponibilità. Lancio subito il messaggio che non ci scapperanno”.
Una risposta politica Bersani intende darla anche a Rutelli che ha abbandonato il Pd dopo la sua elezione a segretario. Una uscita considerata “dolorosa e da non sottovalutare”.
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