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Berlusconi: voglio una commissione per indagare su alcuni giudici

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Berlusconi: voglio una commissione per indagare su alcuni giudiciBerlusconi: "Noi faremo la riforma della giustizia". Più che una promessa è una minaccia. Lo scontro con la magistratura come tormentone che conclude la festa del Pdl a Milano.

Berlusconi conferma in pubblico quelle frasi catturate nel video girato sotto Palazzo Grazioli la sera del 29 settembre. Ripete le accuse al Pm del processo Mills, "il famigerato De Pasquale", lo chiama. Attacca l'inchiesta sulla P3, "quattro vecchietti messi in carcere per far dir loro ciò che si vuole sentire su di me".

Attacca la presunta indagine per mafia sul presidente del Senato, Renato Schifani, in base alle parole di Spatuzza. "Un pentito - dice Berlusconi - al soldo di certi magistrati".

"C'è un potere dentro la magistratura che ci tiene tutti sotto scopa", dice Berlusconi che aggiunge di voler chiedere la costituzione di una commissione parlamentare "che indaghi con i poteri dei Pm sui tanti fatti che sono accaduti e che riguardano alcuni giudici".

La giustizia come scoglio principale, quello sul quale si giocherà la sopravvivenza di un governo appena uscito dalla partita della fiducia.

Berlusconi non attacca direttamente i finiani anche se parla di loro quando si riferisce a "tre mesi di chiacchiere" incomprensibili che hanno dato un'immagine terribile della politica. A Gianfranco Fini manda un avvertimento: "Sono intimamente convito che i nostri amici saranno con noi, faremo una verifica giorno dopo giorno", afferma Berlusconi aggiungendo che se la collaborazione dei finiani non si trasformerà in fatti congrui "non ci metteremo un minuto per tornare dal popolo italiano" e indire nuove elezioni.

Niente passi indietro, andiamo avanti. Questo è l'imperativo che esce dal Castello Sforzesco, ma intanto Berlusconi si attrezza per le urne. Tra pochi giorni partirà il progetto dei 61 mila "team della libertà", uno per ogni sezione elettorale.

La mobilitazione comincia perché tra questa maggioranza e le urne, avverte il premier, non esiste una terza ipotesi, "la sinistra non speri in un governo tecnico fatto da chi ha perso le elezioni".

"Continuano a dire 'Berlusconi a casa' mettendomi a disagio - dice il premier con espressione tesa - perché avendo venti case non saprei in quale andare".

Molti dei berlusconiani presenti, magari senza una casa di proprietà o un lavoro fisso, applaudono e ridono sedotti dal Cavaliere.

IN ARGOMENTO:
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http://www.youtube.com/watch?v=nF7zBpzvBy8
L'unico "piano casa" che gli è riuscito

mario rossi , ottobre 04, 2010

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