Venerdi, 25 Mag 2012

Last update:02:02:24 PM GMT

Headlines:
You are here: Politica Politica Berlusconi trema e riunisce il Pdl in un consiglio di guerra

Berlusconi trema e riunisce il Pdl in un consiglio di guerra

E-mail Stampa PDF
Berlusconi trema e riunisce il Pdl in un consiglio di guerra Sei ore a Palazzo Grazioli, una maratona che dà il senso di quanto Berlusconi stia tremando per sua scomoda posizione. Al consiglio di guerra con il cavaliere partecipano i coordinatori, i ministri più importanti come Alfano, Frattini, Brunetta e i sottosegretari Letta e Bonaiuti.

Con Tremonti una telefonata che serve a fissare l'agenda economica di emergenza da concretizzare in un Consiglio dei ministri ad hoc.

Un colpo di acceleratore con cui Berlusconi vorrebbe rimettere al centro la politica economica per uscire dalle strettoie di quella che a Palazzo Grazioli chiamano offensiva mediatico-giudiziaria, ma soprattutto per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dal caso Ruby.

Il Piano casa, la modifica dell'articolo 41 della Costituzione sulle libertà economiche e le riforme dei servizi pubblici locali.

La strategia da mettere a punto è a tutto campo. Per prima cosa farsi forti dei possibili nuovi arrivi in maggioranza. Barbareschi delude, ma Misiti e Latteri del Movimento per le Autonomia sarebbero ad un passo dall'addio all'opposizione. Tentare, insomma, di far passare la nottata.

Seconda cosa, le iniziative sulla giustizia. Berlusconi non demorde, l'idea è quella di rimettere sulla pista parlamentare una nuova versione del processo breve. Il guardasigilli Alfano la rilancia da Bruxelles, la traduzione legislativa non sarà semplice ma il messaggio innanzitutto è per i pm milanesi. Messaggio da leggersi come controffensiva in vista del voto della Giunta, previsto per giovedì.

Il piatto è ricco, le ansie riguardano anche le scelte della Lega. Il federalismo è alla settimana decisiva, giovedì si vota nella Commissione Bicamerale e dal Carroccio arrivano segnali contrastanti con Maroni dalla linea dura e Calderoli più possibilista.

Dal vertice di Palazzo Grazioli l'indicazione sarebbe quella di evitare strappi. In caso di pareggio, 15 a 15 in Commissione, si potrebbe preparare un ordine del giorno da votare in aula per rassicurare Bossi, che in definitiva è quello che deciderà della legislatura.

"Non faremo un rimpasto, ma ci sono 11 caselle", ha ribadito Ignazio La Russa al temine della riunione. Poltrone da distribuire.

Altro passo della missione è l'allargamento della maggioranza, dimostrare che il premier è ancora in grado di dare premi e ruoli. Uno di partito, importante sarebbe pronto per Daniela Santanchè.

E' l'ultimo colpo di coda del Caimano?

IN ARGOMENTO:

Bersani: "Il problema è Berlusconi"



Trackback(0)

TrackBack URI for this entry

Commenti (0)

RSS feed Comments

Scrivi commento

smaller | bigger

busy

POLITICA PIU' LETTI

 

SANITA'

 

IN PRIMO PIANO

 

LAVORO