Insieme nel sostenere Monti, divisi invece sull'articolo 18. È un duello a distanza fra Berlusconi e Bersani. Il Cavaliere si dice pronto ad un dialogo costruttivo con il governo, al quale assicura ancora una volta lealtà."L'articolo 18 non è un tabù, a suo tempo noi proponemmo di modificarlo almeno per il neo assunti - dice l'ex presidente del Consiglio - ma la reazione, soprattutto dei sindacati, fu furibonda".
Parlando ancora di Monti, Berlusconi spiega di conoscere bene la sua serietà e competenza, "Monti e nella posizione ideale per fare quelle riforme che noi non siamo riusciti ad affrontare".
Insomma, Berlusconi corre in aiuto a Monti anche se questo non glielo ha chiesto. I più maliziosi ci vedono una strategia del Cavaliere per mettere in difficoltà Bersani.
C'è un'Europa che chiede una maggiore flessibilità del mercato del lavoro in Italia, ma c'è anche Camusso con tutta la Cgil che si oppone. Così, non solo Berlusconi, ma anche tutto il Pdl, danno segnali di impazienza tampinando da vicino il governo affinché Monti sull'articolo 18 passi ai fatti.
Ma Bersani non sembra turbato più di tanto. "L'articolo 18 ha poco o nulla a che fare con i problemi che riguardano il mercato del lavoro", replica il segretario Pd da Napoli nel corso di un convegno delle donne democratiche.
"Piuttosto bisogna pensare a come dare lavoro", aggiunge Bersani. Per il segretario del Pd la norma potrebbe subire solo qualche intervento di manutenzione.
Bersani difende anche la cassa integrazione straordinaria e dice che "non deve essere eliminata in un periodo di crisi".
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Bersani: governo fino al 2013, ma l'articolo 18 non si discute
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