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Berlusconi: Crisi? Stiamo meglio degli altri

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consumi Nell'intervista del 10/8/2009 il premier ha affrontato l’argomento economia e delle prospettive dell’Italia chiarendo che "dagli ultimi segnali che provengono dalle istituzioni internazionali vedo che il nostro Paese è quello che va meglio in Europa e questo mi dà ulteriore fiducia". Ha poi invitato gli italiani “a riprendere al più presto le nostre abitudini di vita e di consumo".

E, cambiando intervista, ribadisce che "dagli ultimi dati vedo che il nostro Paese è quello che va meglio in Europa e questo mi dà fiducia". Lo ha detto in un'intervista al Gr1. "Non sappiamo quanto durerà la crisi - ha aggiunto - ma dobbiamo riprendere al più presto le abitudini di consumo".

All’inizio non ci si faceva caso, le avevamo prese come frasi di circostanza, ma ascoltando il ritornello costante per circa un anno alla fine ci si domanda se il fatto di essereil meglio in Europa di una crisi economica possa essere un fattore premiante. La cosa più divertente è che ci viene fatto l’invito a riprendere le nostre abitudini di vita e di consumo, sperando che la causa dei mancati nostri acquisti sia dovuta ad una irrefrenabile voglia degli italiani di fare risparmio. Ma qualcuno è in grado di avvisare il Governo che il problema sono i bassi salari, che la gente non arriva alla fine del mese e che non ne può più di assistere agli scandali, anziché vedere la ripresa con interventi mirati governativi?

Poi quando s’impatta con la realtà tutto diventa veramente tragico. A testimonianza di questa situazione leggiamo il Rapporto sul Terziario 2009 che analizza l'andamento del settennio 2002-2008 dell’Ufficio Studi Confcommercio, che prevede una diminuzione del prodotto interno lordo del Paese del 4,8% nel 2009 e, sempre secondo le previsioni del Centro Studi, rivedrà il segno più nel 2010 (+0,6%). Solo nel 2011 ci sarà consolidamento della ripresa, ossia quando, secondo le previsioni Confcommercio, l’incremento del Pil sarà dello 0,8%.

Sempre secondo l’Ufficio Studi Confcommercio “la crisi mondiale che ha interessato l'economia italiana, a partire dalla fine del 2007, ha comportato inevitabili riflessi negativi sui consumi delle famiglie”. Ecco spiegato il calo dei consumi dell’1% registrato nel 2008.

Andiamo al dettaglio relativo allo scorso anno. Alimentazione: pane e cereali -3,5%, carne -1,2%, frutta -3,2%, uova e latticini -3,0%. Se analizziamo i sette anni precedenti gli italiani hanno comperato più carne (+7,2%), pane e cereali (+5,7%) abbattendo il consumo di grassi (-11,3%) e pesce (-4,8%). Molto più evidente il crollo degli acquisti di auto e moto (-15,1%), servizi di trasporto (-7,4%), elettrodomestici (-7,1%), mentre la telefonia mobile ha registrato un incremento del 189%.

Un buon successo di vendite si registra in settori considerati di èlite: telefonia in generale (+15,4%), attrezzature per la casa e il giardino (+14,3%), tessuti per la casa (+4,7%). In aumento anche la vendita di elettrodomestici come tv o impianti audio (+50%) e di medicinali e articoli sanitari (+40%), in calo libri e giornali (-9,4% e -11,3%), crescono i servizi ricreativi e culturali (+16,5%).

“La recessione è grave”, dichiara Carlo Pileri. Il presidente dell'Adoc si riferisce ai dati dell’inflazione, a quelli che manifestano un calo dei risparmi e all’indebitamento delle famiglie. “Occorre - incalza Pileri - un controllo dei prezzi dei carburanti da parte di un'Authority apposita, una diminuzione dei prezzi dei prodotti alimentari del 30%, con la riduzione della filiera, e controlli anche fiscali sui mercati all'ingrosso. Inoltre è urgente un controllo degli affitti e delle rate dei mutui per la casa”.

E’ evidente che oltre all’invito ai consumi, stiamo sempre in attesa degli interventi del governo auspicati da tutti.

Però, siccome noi Italiani siamo anche riflessivi ci viene in mente quel libro che abbiamo letto, si quel libro dello scrittore Sica Jvan intitolato “Il Berlusconi come oggetto di consumo. Decostruzione della politica e neo-televisione”. Infatti, in sintesi dice: “Berlusconi è un oggetto di consumo perché è merce tra le merci e prima di vendere programmi o idee, vende se stesso come prodotto sul mercato della politica. Il Berlusconi è un oggetto di consumo perché vale più per il suo "pacco" che per il suo contenuto. “

Varrà la pena acquistarlo, non appena la recessione sarà finita?

Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by wwww.costierabarocca.it


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