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I giudici: Berlusconi sapeva delle escort e ha istigato Tarantini a mentire

I giudici: Berlusconi sapeva delle escort e ha istigato Tarantini a mentire

Berlusconi da parte offesa ora rischia di diventare imputato nel caso Tarantini. Secondo i giudici del Tribunale del riesame di Napoli, Berlusconi non solo sapeva benissimo che le ragazze che portava alle feste il giovane imprenditore erano escort ma, attraverso la promessa di denaro, lo avrebbe indotto a non divulgare i risvolti più piccanti e sconvenienti di tutta la vicenda.

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Mediaset: Berlusconi non va in aula, scontro per rischio prescrizione

Mediaset: Berlusconi non va in aula, scontro per rischio prescrizione

Questa mattina Berlusconi è partito a sorpresa da Roma diretto a Milano, si pensava avesse deciso di andare all'udienza del processo Mediaset dove è imputato. Invece si sono presentati sui suoi legali che hanno avuto un acceso scontro con i giudici sui tempi del processo. Per accelerare i giudici hanno tagliato 11 testimoni della difesa.

"Il processo è a rischio prescrizione e la rogatoria la faccio". Il senso comune farebbe pensare il contrario, infatti mancano ancora due anni perché la frode fiscale di cui imputato il premier diventi un reato prescritto.

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Appalti G8, Bertolaso a giudizio con altri 18 della "cricca"

Appalti G8, Bertolaso a giudizio con altri 18 della "cricca"

Nell'ambito dell'inchiesta della cosiddetta "cricca degli appalti del G8" sono stati rinviati a giudizio 18 dei 19 imputati, tra loro l'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci e l'imprenditore Diego Anemone.

Le tesi dell'accusa hanno quindi convinto il giudice dell'udienza preliminare, 18 persone saranno processate il prossimo 23 aprile. In cima alla lista c'è Guido Bertolaso, l'imprenditore Diego Anemone e Angelo Balducci.

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Napolitano: "creare le condizioni per avere fiducia nel futuro"

Napolitano: "creare le condizioni per avere fiducia nel futuro"

"Serve uno sforzo comune per la crescita, ognuno faccia la sua parte", questo il monito di Giorgio Napolitano alla cerimonia di apertura dell'anno scolastico.

"Chi ha la responsabilità della guida del paese, ha il dovere di dare speranza alle future generazioni, il dovere di creare le condizioni per avere fiducia nel futuro".

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Marcegaglia, ultimatum al governo: "riforme subito" 5 punti per ripartire

Marcegaglia, ultimatum al governo: "riforme subito" 5 punti per ripartire

Ultimatum della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al governo. "Serve un cambiamento vero per salvare l'Italia, se il governo vuole andare avanti con piccole cose non siamo più disponibili", dice la Marcegaglia che lancia un manifesto per le riforme.

"Cambiare passo" è lo slogan dell'assemblea imprenditori toscani, cambiare passo e alla svelta è quello che la Marcegaglia chiede al governo. "Questo stallo, dove si vivacchia, si cerca di fare il minimo indispensabile, qualche manutenzione, e non si fanno le grandi cose che invece servono, per noi è intollerabile".

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Milanese evita l'arresto, la Lega lo salva

Milanese evita l'arresto, la Lega lo salva

La Camera ha respinto la richiesta di arresto del deputato del Pdl Marco Milanese, ex braccio destro del ministro Tremonti. È bastata appena una manciata di voti, sette franchi tiratori della maggioranza che hanno votato con le opposizioni. Nulla di fatto, per il momento Berlusconi resta in sella in attesa del prossimo ostacolo da superare.

È appena passato mezzogiorno che Fini legge il verdetto, la richiesta di arresto del braccio destro di Tremonti viene respinta dalla Camera. Il quorum richiesto è superato di tre voti, risultato non certo esaltante, chi esulta è un vero furbo.

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Milanese, Bersani: "Berlusconi lasci prima del voto, ci vuole dignità"

Milanese, Bersani: "Berlusconi lasci prima del voto, ci vuole dignità"

Per l'opposizione è la vigilia di un D-Day, convinta che il via libera di Montecitorio all'arresto di Milanese significhi molto di più di una sconfitta parlamentare della maggioranza, sarebbe il colpo capace di cambiare la strada della legislatura, il destino di Berlusconi e del governo, nonostante il proposito di andare avanti comunque del premier.

Bersani fa l'ultimo appello al Cavaliere perché lasci prima del voto: "mi piacerebbe che il mondo percepisse che gli italiani fanno passare la mano ad un governo sui grandi temi e non sul caso di un deputato consulente del ministero del Tesoro perché ci vuole dignità anche sul come si finisce".

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Berlusconi sale al Quirinale, vertice sulla crisi

Berlusconi sale al Quirinale, vertice su quale crisi?

Silvio Berlusconi al Quirinale per un incontro con il Capo dello Stato, un incontro richiesto, sembra, da Palazzo Chigi. Ufficialmente è per parlare di misure economiche e del cambio della guardia in Banca d'Italia, ma è probabile che al centro del colloquio ci sia la tenuta della maggioranza, soprattutto alla vigilia del voto segreto di domani sull'arresto del deputato del Pdl Marco Milanese.

Ieri sera il presidente del Consiglio ha chiamato Napolitano chiedendo udienza per oggi. All'ora di pranzo viene fissato l'appuntamento, la notizia dell'incontro viene diffusa dopo un vertice fra Berlusconi e Bossi.

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Vertice Berlusconi-Bossi, ma Napolitano sonda i partiti

Vertice Berlusconi-Bossi, ma Napolitano sonda i partiti

Il voto su Milanese non è l'unico ostacolo alla sopravvivenza della maggioranza, la prossima settimana ci sarà il voto sfiducia al ministro Romano. Berlusconi è sotto assedio, fuori e dentro al Parlamento sono in molti ormai a chiedere le sue dimissioni.

Per la gravità del momento hanno deciso di incontrarsi a Roma. Berlusconi e Bossi, tornati questa mattina nella Capitale, fanno il punto della situazione. Il Cavaliere non ha alcuna intenzione di fare passi indietro, incurante del declassamento dell'Italia, delle indagini delle procure e del degrado che emerge dalle intercettazioni che lo riguardano.

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Milanese: voto segreto elettronico, niente palline

Milanese: voto segreto elettronico, niente palline

Cresce l'attesa e la tensione nella maggioranza per il voto segreto di domani alla Camera sulla richiesta di arresto per Marco Milanese. Il Carroccio deve ancora decidere la sua posizione.

Nella maggioranza la tensione si taglia a fette ed è quella che somiglia ad un voto di fiducia. Se domani mattina la Camera non respingerà la richiesta di arresto per il deputato del Pdl, Milanese, sarà certificata una maggioranza che non ha più i numeri e che una parte di Pdl e Lega non sta più agli ordini di Berlusconi e Bossi. Insomma, prende forma una maggioranza alternativa.

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Tarantini: la competenza è di Roma, presto l'inoltro degli atti

Tarantini: la competenza è di Roma, presto l'inoltro degli atti

Il procuratore di Napoli è lapidario: "A seguito del provvedimento emesso dal gip, non impugnabile, quest'ufficio trasmetterà al più presto gli atti all'autorità giudiziaria di Roma". La decisione del giudice per le indagini preliminari, che si occupa dell'inchiesta sulla presunta estorsione a Silvio Berlusconi da parte dei coniugi Tarantini e Walter Lavitola, ha colto tutti un po' di sorpresa.

Domani il Tribunale del riesame avrebbe dovuto iniziare a studiare il ricorso relativo alla competenza territoriale sollevata dai legali degli indagati, ma la decisione di oggi taglia la testa al toro.

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Marcegaglia: "riforme serie o governo subito a casa"

Marcegaglia: "riforme serie o governo subito a casa"

Un giudizio durissimo, impietoso. Standard & Poor's, una delle grandi agenzie che valutano l'affidabilità di stati e aziende, stronca la manovra del governo. Le misure adottate serviranno ben poco a fa crescere l'economia italiana, anzi le previsioni sono negative, il governo è troppo fragile e non riesce ad affrontare in modo efficace la crisi.

La conseguenza è la bocciatura del nostro Paese da parte dell'agenzia. L'Italia viene declassata, il voto sul nostro debito pubblico abbassato da A+ ad A. Anche l'outlook, cioè le prospettive per il futuro, sono negative. Il rischio è che in breve tempo possa arrivare un ulteriore declassamento.

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Opposizioni, coro unanime: "dimissioni"

Opposizioni urlano in coro: "dimissioni"

Il premier si rechi al Quirinale per le dimissioni, tuona il Partito Democratico. Berlusconi deve far sapere agli italiani se per far viaggiare le escort si è avvalso dei voli di Stato pagati dai contribuenti, gli fa eco Antonio Di Pietro.

L'opposizione va all'attacco e fa leva sulle intercettazioni provenienti dall'inchiesta di Bari per tornare a chiedere al Cavaliere di fare un passo indietro. Intanto Pd, Id e Sel si cimentano in prove tecniche del nuovo Ulivo.

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Bossi: "2013 mi sembra un po' lontano" e rilancia la Padania

Bossi: "2013 mi sembra un po' lontano" e invoca la Padania

Bossi torna ad invocare la Padania ed evoca le elezioni anticipate alla festa della Lega a Monvisio. Il Senatur, a chi gli chiede se il governo andrà avanti fino a 2013, risponde che "sembra un traguardo un po' lontano". Dal popolo del Carroccio sono in molti a dire ora basta con Berlusconi.

"Speriamo che l'acqua del Po ci porti fortuna", si augura Bossi ma a chi gli chiede un pronostico sulla tenuta del governo risponde lapidario: "per adesso si va avanti ma il 2013 mi sembra un po' lontano".

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Bersani, Di Pietro e Vendola alla festa Idv, prove tecniche di Ulivo

Bersani, Di Pietro e Vendola alla festa Idv, prove tecniche di Ulivo

Il nuovo Ulivo prende le mosse da Vasto, dalla festa dell'Italia dei Valori dove si trovano sullo stesso palco Di Pietro, Vendola e Bersani. Prove tecniche di coalizione, "ma senza chiudersi al centro", avverte il segretario del PD che lancia una tre giorni programmatica scommettendo sul voto del 2012.

"Entro la fine dell'anno - dice Bersani - noi dobbiamo aver messo a punto il progetto, aver concordato sul messaggio politico fondamentale, mettere in moto i meccanismi di mobilitazione e partecipazione ed essere attrezzati".

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Manovra: tensione al Parlamento, lancio di fumogeni e petardi

Manovra: tensione al Parlamento, lancio di fumogeni e petardi

È come se la piazza scaldasse i motori della protesta. Manifestano a Montecitorio durante le operazioni di voto sulla manovra. Urlano slogan, lanciano fumogeni e bombe di carta. Gridano "dimissioni", "noi la crisi non la paghiamo, Berlusconi vattene", "Alemanno pezzo di m...".

Sono lì da questa mattina per un sit-in, il picchetto Cobas-Rsu saluta così il si della manovra.

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Milanese: la Giunta dice no all'arresto grazie alla Lega

Milanese: la Giunta dice no all'arresto grazie alla Lega

Con un solo voto di scarto la Giunta per le autorizzazioni della Camera dice no all'arresto del deputato del Pdl Marco Milanese. Il quadro accusatorio a carico dell'ex braccio destro di Tremonti è "robusto e corposo", dice compatta l'opposizione che vota invece per il sì alla misura cautelare.

"Si tratta di reati comuni e in questo caso di corruzione - dice Marinella Samperi del Pd - uno dei reati più gravi che in questo momento possa colpire la vita politica, sociale e civile di questo Paese".

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Milanese: domani il voto per l'arresto, "contro di me un vero massacro mediatico"

Milanese: domani il voto per l'arresto, "contro di me un vero massacro mediatico"

L'aula della Camera voterà giovedì prossimo la richiesta d'arresto del deputato Pdl Marco Milanese, intanto l'ex braccio destro di Tremonti risponde alla Giunta per le autorizzazioni della Camera e dice: contro di me un vero massacro mediatico.

Il 14 dicembre scorso 36 minuti sarebbero bastati a Marco Milanese, allora braccio destro di Tremonti, per svuotare due cassette di sicurezza che avrebbero contenuto dei segreti.

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Ultimatum dei magistrati a Berlusconi: l'audizione si deve fare

Ultimatum dei magistrati a Berlusconi: l'audizione si deve fare

La procura di Napoli ha chiesto a Silvio Berlusconi di indicare una data tra il 15 e il 18 settembre per essere ascoltato nell'ambito dell'inchiesta Tarantini. In caso contrario la procura potrebbe valutare se avviare la procedura per l'accompagnamento coatto che dovrebbe comunque essere autorizzato dalla Camera.

A Napoli la memoria inviata dal Silvio Berlusconi non basta, i magistrati intendono comunque sentire il Cavaliere, quindi l'audizione si farà.

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Alfano non ci sta: "Basta martellate a colpi d'interviste"

Alfano non ci sta: "Basta martellate a colpi d'interviste"

Un presidente del consiglio in difesa ha parlato questa mattina sul sito dei Promotori della libertà. Difesa a tutto campo da chi nel Pdl sta pensando ad un cambio di guardia e dai tanti che lo accusano di andare a Bruxelles martedì non per, come dice lui, sostenere la causa italiana in Europa, ma per sfuggire all'interrogatorio sul caso Tarantini.

"Sono in Europa per fare il mio dovere", Berlusconi replica in questo modo a chi lo descrive come un premier fuggiasco assediato dai pm. Martedì doveva essere interrogato a Palazzo Chigi dai magistrati che indagano sul caso Tarantini e che dovevano ascoltato come testimone di parte offesa, invece sarà a Bruxelles la mattina e a Strasburgo nel pomeriggio.

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Tav, scontri in Valsusa Maroni: "intenzione di uccidere"

Tav, scontri in Valsusa Maroni: "intenzione di uccidere"

La Digos ora indaga per identificare chi c'era ieri a Genova e che ha impedito a Mauro Moretti di intervenire alla Festa del Partito Democratico.

L'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato doveva parlare di trasporto su rotaia e alta velocità, non ha nemmeno aperto bocca perché sommerso da una pioggia di fischi e insulti.

Le proteste sono diverse e la rabbia si somma. Da una parte le gigantografie delle vittime di Viareggio con i familiari a chiedere giustizia e dimissioni per chi è ritenuto responsabile dell'incidente, dall'altra un gruppo di No Tav urla che la Val di Susa non si tocca e che l'alta velocità non passerà.

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