Sulla vendita dei farmaci ritenuti abortivi, Mons. Mariano Crociata afferma: "L'obiezione di coscienza è anche un diritto che deve essere riconosciuto ai farmacisti”. Elisabetta Canitano, presidente di Vita di Donna: "denunceremo i farmacisti che non rispetteranno la legge".Mons. Mariano Crociata, intervenuto al convegno nazionale dell'Unione cattolica farmacisti italiana, afferma il diritto e il dovere dei farmacisti, cattolici e non, alla obiezione di coscienza per quanto riguarda la vendita dei farmaci ritenuti abortivi.
In merito alla commercializzazione della Ru486, della pillola del giorno dopo e del 'kit eutanasico' il segretario della Cei ha affermato che il diritto ad obiettare “deve essere riconosciuto ai farmacisti permettendo loro di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali come l'aborto e l'eutanasia".
“La Ru486 non sarà venduta in farmacia – afferma la presidente di Vita di Donna, Elisabetta Canitano - e la pillola del giorno dopo è un farmaco classificato dall’Oms come contraccettivo di emergenza”.
“E’ la solita disinformazione – continua Canitano – si cerca di confondere la Ru486 con la pillola del giorno dopo, ma in ogni caso per la legge italiana i farmacisti non possono obiettare, come ribadito ultimamente anche dalla presidente di Federfarma, Anna Racca”.
Quello della obiezione dei farmacisti è un tema divenuto scottante. A Roma ci sono state due denunce per il rifiuto del farmacista a consegnare, nonostante la prescrizione del medico, la pillola del giorno dopo. Una delle due denunce riguarda proprio il presidente dell’Unione cattolica farmacisti italiani, Pietro Uroda.
“Il diritto delle donne – conclude la presidente di Vita di Donna - a ricevere un farmaco regolarmente prescritto dai medici e il diritto dei medici a vedere rispettata la loro prescrizione, verranno da noi difesi con azioni legali ovunque”.
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