Venerdi, 25 Mag 2012

Last update:02:02:24 PM GMT

Headlines:
You are here: Politica Laici Irlanda: Ora la blasfemia è reato, laici e atei annunciano battaglia

Irlanda: Ora la blasfemia è reato, laici e atei annunciano battaglia

E-mail Stampa PDF
Irlanda: Ora la blasfemia è reato, laici e atei annunciano battagliadi Tiziana  Arnone
Nel Paese piagato dallo scandalo dei preti pedofili, ora la blasfemia è un reato punito con 25.000 euro di multa.


“Dal Donegal alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara, il cielo d'Irlanda, oceano di nuvole e luce”, guarda con occhio malevolo la blasfemia ed i blasfemi, coloro, cioè che si macchiano di offesa grave verso il credo e i dogmi della religione.

O, meglio detto, dal testo della legge: “contenuto blasfemo” e' da ritenersi cio' che sia “gravemente offensivo o insultante di ciò che è ritenuto sacro da qualsiasi religione, provocando indignazione in un numero consistente di fedeli di quella religione”. Di piu', colui che si macchia di tale azione, si e' determinato, scientemente, nella diffusione dei contenuti di cui sopra al fine di provocare l'indignazione di cui sopra.

Il blasfemo, individuato come tale, e' passibile del pagamento di una multa fino ad un'importo che non ecceda i 25 mila euro.

La gestazione della legge risale al maggio scorso e s'inserisce nell'ambito di una novatio della legge irlandese sulla diffamazione. Il rimaneggiamento della legge s'imponeva come condizione di preservazione e di difesa. L'Irlanda, infatti, al pari dell'Italia, e' un paese con un alto tasso d'immigrazione. Il fenomeno sta intaccando il tessuto culturale e religioso della nazione, mettendo in discussione un'acquisizione identitaria che, necessariamente deve essere corroborata. Niente di meglio che utilizzare il manganello camuffato da aspersorio.

Prevedibili le reazioni del mondo laico e del gruppo “Gli atei d'Irlanda” che hanno gia' annunciato azioni volte alla revoca della legge. Eppure, al di sotto della scorza dura del provvidemento, si nasconde un indebolimento. Il solito tentativo di trattenere quando la falla non e' arginabile. Ci si riferisce al non sopito dramma della pedofilia che insozza, malefico, da quarant'anni, un cielo che si “sfama di muschio e di lana”.

Ci si riferisce allo scandalo dei preti pedofili, verso il quali, con comunicato dell'11 dicembre scorso, Benedetto VXI ha espresso rabbia e vergogna. Un giro di vite doveva pur avverarsi. Un capro espriatorio pur trovarsi. Servito su un piatto d'argento. La purezza della fede, contro le contaminazioni inevitabili che l' “altro” reca con se'.

Vogliamo concludere con le parole di Simon Barrow, co-responsabile di Ekklesia: “Oggi è un giorno triste. Criminalizzare un’offesa alla religione costituisce un’offesa alla religione e una violazione della dignità e della libertà umana. I cristiani dovrebbe ricordarsi che gli stessi fondatori della loro religione sono stati giustiziati con l’accusa di blasfemia”.


Trackback(0)

TrackBack URI for this entry

Commenti (1)

RSS feed Comments
...
0
bella roba, a quando la reintroduzione del reato di apostasía ? buonsenso-irlanda 1-0 . accidenti alle religioni e a tutti i guasti che provocano.
sante , gennaio 03, 2010

Scrivi commento

smaller | bigger

busy

POLITICA PIU' LETTI

 

SANITA'

 

IN PRIMO PIANO

 

LAVORO