Â
Dopo averla negata alla paziente la rifiuta anche al medico presentatosi di persona. Intimidazioni all'esterno della farmaciaRoma, 24 nov - “Sabato sera ho prescritto a una paziente la pillola del giorno dopo, ma il farmacista di turno presso cui la donna si è presentata ad acquistarla si è rifiutato di vendergliela invocando l'obiezione di coscienza”. Così Lisa Canitano, ginecologa, presidente dell'Associazione Vita di Donna e promotrice, insieme all'Associazione Luca Coscioni, del servizio “SOS Pillola del Giorno Dopo”.
“Mi sono quindi recata presso la farmacia - prosegue Canitano - portando con me un'ulteriore ricetta e una copia della dichiarazione dell'Ordine dei Farmacisti, secondo la quale il diritto all'obiezione di coscienza non è riconosciuto ai farmacisti. Nonostante gli abbia consegnato tali documenti, il farmacista ha continuato a rifiutarsi, mentre alcuni individui minacciosi non identificati giunti nei pressi della farmacia hanno iniziato ad intimidirmi, affermando esplicitamente di essere là per sostenere il farmacista.
Dopo aver chiamato la polizia ed aver denunciato l'accaduto - conclude Canitano - mi sono allontanata per non dover subire conseguenze peggiori. Mentre denuncio la gravità dell'accaduto, mi riservo di affidare la vicenda alle mani di un legale”.
“Ho seguito la vicenda da vicino, essendo stato contattato telefonicamente da Lisa Canitano proprio mentre era davanti alla farmacia - dichiara Alessandro Capriccioli, membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani -. Si tratta di un episodio gravissimo, nel quale l'imposizione di coscienza e l'incivile sabotaggio già in atto da tempo nei confronti dei diritti delle donne e della loro libertà di scelta assume i toni inquietanti della minaccia e dell'intimidazione.
Ci attiveremo immediatamente insieme a Vita di Donna - conclude Capriccioli - per verificare e porre in essere le azioni legali percorribili nei confronti del farmacista che si è rifiutato di adempiere alla richiesta di un medico, peraltro presente sul posto, e per definire i contorni di quella che appare a tutti gli effetti come una vera e propria intimidazione squadrista nei confronti di un medico nell'esercizio delle sue funzioni”.
Leggi:
Il Papa, i farmacisti e l'obiezione di coscienza
Set as favorite
Bookmark
Email This














