Un po’ una rottura di scatole, diciamoci la verità . Sei l’ostetrica che risponde al telefono? Squilla, il telefono, oh se squilla, e a volte ti sei dimenticata il foglietto con il numero del medico di turno quel giorno e non sai chi devi chiamare, le donne chiamano tu non sai dove mandarle.Oppure hai il numero ma quello/a non risponde, ha il cellulare staccato, le donne chiamano, idem come sopra. Oppure cade dalle nuvole “Io? La pillola del giorno dopo? no, no, ci deve essere un errore, avevo fatto un cambio turno, ho una riunione improvvisa, non mi ricordo come si chiama il farmaco, ho la febbre, il raffreddore, il crampo dello scrivano, e poi insomma solo fino alle 12”. Le donne chiamano, idem come sopra.
A volte le donne chiamano sbagliandoti con il Ministero della Salute o con il 118. “Come ? a Mostacciano? ma io abito a Boccea! non posso mica andare fino a lì !!” E tu che stai in Sala Parto, che hai approfittato di un minuto per rispondere e smadonni cercando di toglierti l’altro guanto, e farfugli “siamo dei volontari, chi c’è c’è, non siamo mica un servizio pubblico”, a volte ti attaccano il telefono in faccia.
Ma il tuo numero gliel’hanno dato le Istituzioni, a volte in buona a volte in cattiva fede: i Consultori senza medico, i Pronto Soccorso degli Ospedali dicendo “così risparmia 25 euro”, e loro se la sono tolta di mezzo.
Così a volte ti viene proprio il nervoso.
Doveva essere una protesta, una mossa shock per le Istituzioni ed eccole lì, invece… non gli pare vero di passarti il lavoro, alcuni Consultori hanno appeso il numero in sala d’aspetto, “Non si preoccupi, gli dicono, ci sono sempre loro.”
E tu non ricevi finanziamenti, non hai riconoscimenti, non puoi segnalare a nessuno chi nega la pillola del giorno dopo, a chi importa ? E sai benissimo che è un problema a Roma, ma anche a Milano, e persino nella civilissima Modena….
Ha chiamato, una donna di Modena, vuole segnalare i giri che le hanno fatto fare prima di trovare una dottoressa disponibile. Abbiamo registrato il numero, per non dimenticarlo, come ahimè, Modena.
Ahimè, l’Emilia Romagna civile e democratica, non ha trovato una soluzione per non far girare le donne. Non l’ha trovata a Modena, la città con la miglior qualità della vita, con gli orari a misura di donna.
Ahimè, cos’altro? Questo quando sei l’ostetrica. E quando sei il medico?
Certe volte non ti ricordi che sei di turno, l’ostetrica ti chiama e tu stavi con la testa altrove, lavorando, oppure dormendo, hai fatto la notte. Chi è che ti chiede dove stai oggi con quest’aria insistente e determinata, in fondo gli stai facendo un favore a quest’associazione.
Ah, ah, vero, verissimo, la pillola del giorno dopo, certo, ma non ci dovrebbero pensare i Consultori, gli Ospedali, i Medici di Medicina Generale, la Guardia Medica, ma proprio oggi, ma non me lo hanno detto. Oddio, la posta elettronica non funziona da un mese, ecco è di sicuro così che non l’ho saputo.
Va bene, va bene, non si innervosisca, cara, sono a casa, dopo esco, non posso mica aspettarle tutto il giorno, mi faccia sapere quando arrivano. Com’era il nome del farmaco ?
Mannaggia a quando mi lascio coinvolgere a sostituire lo Stato. E poi a volte ti danno buca. Non vengono, le aspetti. L’ostetrica ti ha avvisato, stai lì e non vengono.
E allora pensi, ecco, come va il mondo, tu sei buono, e ti tirano le pietre. E qualche altra cosina per un po’ di autocommiserazione spicciola vuoi non trovarla? E quando è domenica, sei in pigiama, li fai entrare con ancora il segno del cuscino sull’occhio?
Uno, due , tre... imbarazzati, stupiti. Quelli che chiedono chi siete e quelli che non ne hanno il coraggio. I giovani, le coppie sposate con figli. Ci sono loro, certo, i pazienti. Quelli che danno un senso al nostro lavoro. A volte hanno voglia di urlare, altre solo di scappare. A volte ti guardano con l’occhio umido e ti dicono “non pensavamo che fosse vero davvero, abbiamo chiamato per provare, senza convinzione, ma quanto dobbiamo?”.
“Niente, siamo dei volontari”. Mi guardano, stupiti, non capiscono. Come rispondono gli altri colleghi che fanno i turni non lo so, io rispondo “siamo ancora qui, siamo ancora vivi, nonostante tutto”.
Noi chi ? Noi che pensiamo che il nostro lavoro sia aiutare gli altri a proteggere la loro salute, da personale sanitario, ostetriche e medici. Noi che crediamo nel libero pensiero, nella libertà di scelta e siamo pronti a difenderla.
E’ una rottura di scatole, diciamoci la verità , ma vale tanto oro quanto pesa.
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parole sante
Che bello vedere scritto quello che ci capita tutti i giorni a gestire il un servizio senza finanziamenti nè riconoscimenti., e che funziona ugualmente.
Considerate tutte le difficoltà ritengo comunque un provilegio e un onore farne parte.
Anche se mi chiamano mentre lavoro, preparo il pranzo o nei giorni di festa, perchè poter fare qualcosa, esserci, non ha alcun prezzo.
Gabriella (ostetrica)
Considerate tutte le difficoltà ritengo comunque un provilegio e un onore farne parte.
Anche se mi chiamano mentre lavoro, preparo il pranzo o nei giorni di festa, perchè poter fare qualcosa, esserci, non ha alcun prezzo.
Gabriella (ostetrica)














