La Regione Lazio ricorda a tutti che, contrariamente a quanto si pensa, non è possibile denunciare i clandestini che si rivolgono al Servizio Sanitario Nazionale. di Elisabetta Canitano
Con una circolare dell’11 agosto la Regione Lazio ricorda che non è possibile denunciare gli stranieri non in regola da parte di chi lavora in strutture sanitarie.
Per quanto questo possa stupire chi si è già assuefatto a uno Stato persecutorio e crudele con i clandestini, e per tutti quelli che stanno già pensando “oramai è così”, la notizia è che ci sono delle norme che non sono state abrogate e che dicono che non si deve e non si può denunciare.
Era nelle intenzioni del governo abrogarle, ma sia per l'opposizione interna che per quella, pronta e decisa, di larghi strati della popolazione e degli operatori sanitari, non gli è stato possibile. Non c’è rischio per il personale, per i medici, per gli impiegati, per i cuochi che non denunciano i clandestini, non c’è connivenza con il reato di clandestinità, anzi, come vedremo è esattamente il contrario.
Ma andiamo con ordine, citiamo testualmente dalla circolare della regione Lazio, Dipartimento Sociale, dell’agosto 2009:
“Il Legislatore, pur introducendo il resto di ingresso e soggiorno illegale non ha proceduto all’abrogazione del comma 5 art.35 del DLGS n.286/98 che testualmente recita: 'l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano', non intendendo così porre limitazioni alla libertà di accesso alle strutture sanitarie da parte degli stranieri in condizioni di irregolarità giuridica.
Pertanto da quanto sopra premesso risulta chiaramente che il personale che opera nelle strutture sanitarie [omissis] soggiace all’obbligo del divieto di segnalazione.
Rimangono invariate le procedure di rilascio del tesserino STP, nonchè le modalità e il diritto di accesso agli ambulatori di primo livello e a tutte le prestazioni sanitarie che le norme in vigore garantiscono loro.”
Questo la maggior parte dei nostri Ambulatori già lo sa, o comunque lo pratica. Per fortuna i servizi sanitari sono pieni di gente che ha fatto della cura il suo lavoro e che considera un essere umano per quello che è: un essere umano.
Molti vedono nel loro prossimo un fratello o una sorella anche senza credere in Dio, e molti di quelli che credono in Dio dubitano che le radici cristiane siano veramente quelle che sbandiera la Lega.
A tutti loro dedichiamo questa circolare della Regione Lazio, che può essere affissa ovunque per ricordarci che non è una scelta coraggiosa non denunciare uno straniero non in regola che viene in un servizio sanitario, ma è tuttora un obbligo di Legge.
Per ricordarci che questo paese conserva nelle sue Leggi la traccia del lavoro fatto da uomini di buona volontà, negli anni che sono passati dalla Liberazione a oggi.
Il diritto all’istruzione, il diritto alla cura.
Certo, capita, che alcuni urlino “andassero a curarsi a casa propria”, io personalmente in questi casi chiedo a queste persone se vanno a in chiesa, la domenica, e se sono proprio sicuri che la parola di Cristo sia questa.
Non serve, non serve nessun Dio, per capire che una persona che soffre va curata senza chiedergli da dove viene, ma se le nostre Case di cura più costose, sono intitolate proprio alle figure mito della religione cristiana forse qualcosa in effetti non funziona. Quelle Case di cura intitolate in latino o in greco alla Madonna, a Cristo, al prezioso sangue. Là i ricchi vanno a farsi operare sperando in un’eccellenza che peraltro non sempre trovano nei luoghi in cui si fa mercato della salute. Anche della loro.
E allora, considerato che i farisei esistono ancora e non vogliono prendersi cura degli ultimi, ma preferiscono grandemente i primi a noi, resta la difesa dell’assistenza sanitaria ugualitaria e solidale, la difesa della scuola pubblica, l’attenzione al patrimonio delle nostre Leggi preziose e frutto di sacrifici e grandi battaglie, costruite, queste sì, anche con la collaborazione dei cattolici onesti di questo paese.
Ricordiamo come i democratici americani hanno passato gli anni dei Bush senza perdersi, continuando a difendere tradizioni e culture di solidarietà e pacifismo, fino ad arrivare al giorno che ha visto Obama difendere il diritto di tutti gli americani, ricchi e poveri, a essere curati e darci la speranza che il mondo possa veramente vivere in pace, un giorno.
Leggiamo allora come termina la circolare della Regione Lazio, parola per parola, sperando che il giorno in cui ci toccherà disubbidire, per rispettarla, sia veramente molto lontano. E’ un linguaggio burocratico, freddo, persino un poco ostico, ma dentro questo linguaggio c’è la storia di questo paese che dobbiamo difendere senza esitazioni, per quanto adesso ci possa sembrare difficile.
“Si invitano le SSLL a dare un’ampia e sollecita diffusione delle presenti direttive presso tutte le strutture interessate che operano nell’ambito territoriale di propria competenza, al fine di assicurare a tutti i cittadini stranieri l’accesso alle cure e l’assistenza necessarie, a tutela della salute quale diritto del singolo e della collettività e nel rispetto dei principi previsti dall’articolo 32 della Costituzione Italiana.”
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