Cambia ancora il disegno di legge sulle intercettazioni. Questa volta quello che in casa Pdl chiamano un buon compromesso, suona in realtà come una retromarcia.Con un emendamento messo a punto dal governo viene meno il divieto assoluto di pubblicare le intercettazioni fino alla conclusione delle indagini preliminari.
Si istituisce invece un'udienza filtro durante la quale il giudice delle indagini preliminari, intesa con l'accusa e la difesa, valuterà la rilevanza delle intercettazioni e quindi la possibilità di renderle pubblicabili.
Modifiche che per i finiani rappresentano una vittoria. "Credo che questo emendamento - spiega Giulia Bongiorno (Pdl)- costituisca sicuramente un enorme passo avanti. Bisogna dare atto che si torna ad una situazione di rispetto del diritto di cronaca".
L'emendamento, però, non fissa alcun termine entro il quale l'udienza dovrà essere celebrata e fino a quel momento le intercettazioni saranno comunque coperte da segreto.
Questo è solo uno degli aspetti che non convincono l'opposizione. "A nostro avviso non è risolutivo - dice Donatella Ferranti (Pd) - è un passo indietro del governo, ma non un testo che ha il nostro pieno consenso".
L'incognita è rappresentata dai tempi, per la maggioranza può essere approvato entro l'estate come previsto.
L'Udc chiede una riflessione. "La complessità della discussione rende difficile fare una legge valutata, ponderata ed è sicuramente difficile migliorare questo testo", dice Roberto Rao.
Netto il giudizio negativo dell'Idv, "Se prima era un veleno mortale - dice il capogruppo Massimo Donati - ora è una bevanda avvelenata".
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