Nel giorno della presentazione della mobilitazione del 1° luglio contro la legge sulle intercettazioni, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana bolla come gravi ed inammissibili le dichiarazioni di Silvio Berlusconi in cui invita i lettori ad uno sciopero contro i media.E’ stata presentata dal presidente della Fnsi, Roberto Natale e dal segretario Franco Siddi, la manifestazione di giovedì 1° luglio che si terrà a Roma in Piazza Navona.
Ma un’altra manifestazione si terrà anche a Monselice, dove c’è l’unico monumento alla libertà di stampa eretto in Italia, una macchina utilizzata dalla Resistenza per stampare dei fogli clandestini durante il fascismo.
Alla manifestazione, organizzata dall’Fnsi e da associazioni della società civile, hanno aderito anche alcuni partiti dell’opposizione.
Le parole di Silvio Berlusconi, che ha invitato i lettori a non comprare i giornali, hanno acceso la reazione dei vertici dei giornalisti che hanno invitato l’opinione pubblica a reagire.
“Sarebbe grave la dichiarazione se venisse da un normale capo di governo – ha commentato Roberto Natale, presidente Fnsi – perché indice di un rapporto sbagliato con la stampa. E’ doppiamente grave venendo dal titolare di una concentrazione mediatica senza precedenti, con uno spaventoso conflitto di interessi. Questo è incompatibile con i doveri di un capo di governo, Berlusconi deve imparare a rispettare il ruolo dell’informazione ”.
Dopo le dure parole del presidente dell’Fnsi, il segretario Franco Siddi ha esortato i cittadini a partecipare alla manifestazione per un pericolo crescente nei confronti della libertà di stampa.
“Avverto una tensione crescente nei cittadini che cominciano a capire la posta in gioco”, ha detto Franco Siddi che ha poi spiegato: “In nome della riservatezza e della privacy si è montata una manipolazione dell’informazione, in cui sembra che tutti i cittadini siano violati. In realtà si vuole proteggere, non le persone per bene, ma la casta con le sue scorribande affaristiche o politiche scorrette”.
Il piatto forte della manifestazione sarà il ddl sulle intercettazioni che è in discussione in Parlamento. A questo proposito saranno ascoltati dalla Commissione Giustizia la Fnsi e la Federazione degli Editori che non faranno mistero delle loro critiche, anche pesanti, su questo disegno che imbavaglia l’informazione.
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