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Inchiesta P3, Capaldo: quello che emerge è devastante

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Inchiesta P3, Capaldo: quello che emerge è devastanteChiarisce che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma spiega che quello che emerso è "devastante". Un solo aggettivo per chiarire la delicatezza di un'inchiesta che partendo dall'eolico in Sardegna è finita per scoperchiare una società occulta il cui obiettivo era condizionare le istituzioni.

Dalle colonne del quotidiano la Repubblica il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, non entra nelle questioni penalmente rilevanti dell'inchiesta, ma non esita a definire "sorprendenti" certe frequentazioni.

Il riferimento è a quei magistrati a vario titolo toccati dall'indagine che non avrebbero esitato a lasciarsi lusingare dalle pressioni e dai favori degli indagati. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini, il senatore Marcello Dell'Utri, il gruppo capitanato da Flavio Carboni, in carcere dalla settimana scorsa.

Sulle toghe che compaiono nelle intercettazioni si muovono Csm e Cassazione, ma Capaldo dice che "i cittadini, più della magistratura, possono emettere giudizi morali perché quello che sta emergendo è davvero preoccupante".

Piazzale Clodio intanto prosegue spedita in accertamenti e interrogatori e nei prossimi giorni potrebbero emergere nuovi nomi sul registro degli indagati. Al vaglio della Procura c'è la posizione del sottosegretario della Giustizia, Giacomo Caliendo, che sarebbe stato presente a casa Verdini nel settembre scorso quando il gruppo occulto decide di agire sulla Consulta per influenzare il giudizio sul lodo Alfano.

E' durato invece 6 ore l'interrogatorio del governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, accusato di abuso d'ufficio e concorso in corruzione in relazione alla nomina di Ignazio Farris dell'Arpas, ritenuto uomo vicino a Flavio Carboni.

Il faccendiere intanto dal carcere si difende e respinge ogni accusa. Durante l'interrogatorio del 9 luglio scorso Carboni ha escluso che nel corso delle riunioni a casa Verdini si parlasse dei problemi giudiziari del premier, ma ammette che per i candidati della regione Campania si fece il nome del giudice Arcibaldo Miller.
 


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