La tolleranza zero non basta più, il ministro dell’Interno Maroni cerca infatti una strada nuova. Nella notte di follia a Milano, in Via Padova, c’erano tanti immigrati irregolari. Molti di loro sono piccoli imprenditori, tutti, però, vivono da estranei.Questa è la novità che intacca il credo leghista del pugno di ferro. “Serve una nuova integrazione – dice Maroni – senza interventi repressivi, non serve incendiare le piazze”.
“Quello che in futuro dobbiamo evitare – sostiene il ministro – è che in solo quartiere ci siano concentrazioni etniche” per evitare che diventi un zona estranea per chi ci vive o, peggio, una banlieue.
“Per fare questo – continua Maroni – faremo presto una riunione con le Regioni, Comuni e il ministro del Welfare, per trovare una nuova strada. Bisogna cambiare il nostro modello di accoglienza”.
Il ministro ha comunque inviato immediati rinforzi a Milano, mentre Berlusconi ha chiamato il sindaco Moratti e il governatore Formigoni per chiedergli di fare di tutto per riportare la calma.
Affonda il colpo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e dice: “Ma di cosa stanno parlando, governano loro il Paese, la città, la regione. Prendano atto del fatto che il modello che hanno realizzato in questi anni ha fallito. Integrazione è una parola rimasta finora nelle retrovie del vocabolario della politica italiana”.
Ora i fatti hanno portato il problema alla ribalta, la paura è che i fatti di Milano possano ripetersi in altre città con gli stessi tragici esiti.
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