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I medici non avranno l’obbligo di denunciare i clandestini

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I medici non avranno l’obbligo di denunciare i clandestiniFinalmente un segnale di civiltà. In Italia i medici non faranno la spia denunciando i clandestini. La circolare diffusa dal Viminale dice che i medici non saranno obbligati a segnalare gli immigrati non in regola con le norme di soggiorno.

Per i medici è ancora valido il divieto di segnalazione previsto dalla legge Bossi-Fini del 1998.

L’articolo che contempla il divieto non è stato modificato con il decreto sicurezza approvato il 15 luglio, pertanto il Viminale chiarisce con la circolare che “continua a trovare applicazione, per i medici e per il personale che opera presso le strutture sanitarie, il divieto di segnalare alle autorità lo straniero irregolarmente presente nel territorio dello Stato che chiede accesso alle prestazioni sanitarie”.

La circolare chiarisce anche, particolare non trascurabile, che lo straniero non è tenuto ad esibire i documenti che comprovino il suo regolare stato di soggiorno. Quindi le strutture pubbliche non hanno l’obbligo di richiedere tale documentazione.

L’obbligo di denuncia, insistentemente richiesto dalla Lega, aveva scatenato uno sciame di polemiche. L’intera categoria dei medici aveva protestato duramente annunciando iniziative di disubbidienza. Stefano Biasoli della Cimo-Asmd aveva minacciato di ricorrere alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea, se la proposta leghista fosse diventata legge.

Carlo Luisetti, segretario nazionale Anaoo Assomed, ha manifestato la sua soddisfazione ricordando che "Noi avevamo chiesto una circolare autorevole, quindi ministeriale, che affermasse in modo chiaro che i medici e il personale sanitario sono esonerati dall'obbligo di segnalazione e quindi possono preoccuparsi di curare le persone indipendentemente dalla condizione nella quale si trovano dal punto di vista della cittadinanza".


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