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Berlusconi accusa il colpo dello sciopero e attacca la liberta' di stampa

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Berlusconi: "La libertà di stampa non è un diritto assoluto"Silvio Berlusconi torna a parlare di libertà di stampa e di intercettazioni. “Non è un diritto assoluto”, dice. Pronta la replica delle opposizioni, per Antonio Di Pietro il premier vuole sottomettere l’informazione.

Libertà di stampa contro libertà di riservatezza. Nessun gioco di parole, ma solo l’ennesima diatriba, l’ultimo fronte di una battaglia che, dal disegno di legge sulle intercettazioni, ha varcato i confini dello scontro politico per diventare una questione sociale tra diritti individuali, privacy, informazione, sicurezza e lotta alla criminalità.

Per Silvio Berlusconi la “libertà di stampa non è un diritto assoluto”. Il presidente del Consiglio, a poche ore dello sciopero dei giornalisti, in un messaggio audio ai Promotori della libertà accusa chi “disinforma e distorce la realtà”.
“Togliere il bavaglio alla verità – dice Berlusconi nel messaggio - quel bavaglio che alla verità è stato imposto da una stampa che è schierata con la sinistra e che non solo distorce la realtà, ma calpesta in modo sistematico quello che è il diritto dei cittadini alla privacy”.

Dure le razioni di Antonio Di Pietro: “Si tratta del solito ritornello, Berlusconi attacca la libera stampa colpevole soltanto di rendere pubblici gli affari della sua cricca”.

Ma le critiche arrivano anche dal Pdl. Il Periodico on line della fondazione Farefuturo, presieduta da Gianfranco Fini, rivendica la possibilità di critica definita proprio un diritto assoluto. Il magazine parla esplicitamente di due destre, di due idee di politica all’interno del partito.

Durissime le critiche della Federazione della Stampa: “Il capo dell’esecutivo accusa il colpo dello sciopero, le sue gravissime rabbiose dichiarazioni – dice il presidente Roberto Natale – confermano che la libertà di stampa, Berlusconi, non la conosce”.

Quanto al provvedimento all’esame della Commissione Giustizia della Camera, qualcosa sembra muoversi e le posizioni appaiono più vicine, almeno negli intenti.


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