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A repentaglio 300 mila posti di lavoro, sindacati a Monti: "rischio tensioni sociali"



A repentaglio 300 mila posti di lavoro, sindacati a Monti: "rischio tensioni sociali"La crisi e il rischio reale di tensioni sociali. Allarme dei sindacati preoccupati per la recessione e la perdita dei posti di lavoro. Mario Monti si è impegnato a trovare la massima intesa con Cgil, Cisl e Uil sollecitando tempi rapidi.

Il premier inizia il primo giorno dell'anno con un giro di telefonate ai segretari dei maggiori sindacati dopo il pressing. Monti ha ribadito che il governo vuole discutere di lavoro con le parti sociali, ma la crisi impone tempi rapidi.

Tagliati fuori da ogni trattativa sulla manovra e sulle pensioni i sindacati non vogliono ritrovarsi ancora con pacchetti preconfezionati. C'è il rischio di forti tensioni sociali, questa è la preoccupazione ribadita con accenti diversi.

Ci sono oltre 200 imprese con circa 30.000 posti di lavoro a rischio, 300.000 se si considera anche l'indotto. E questo solo considerando i tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo economico.

Susanna Camusso della Cgil è preoccupata che le tensioni sociali possono prendere corpo nei prossimi mesi, "per frenarle - dice - serve un piano straordinario per il lavoro".

Per Angeletti (Uil) "il conflitto non è la nostra regola, ma non possiamo accettare un 2012 carico di disoccupazione".

Bonanni (Cisl) avverte che "serve una svolta del governo, una vera concertazione, altrimenti ne approfitteranno i violenti".

La prossima settimana partirà la trattativa, il ministro Fornero convocherà le parti sociali. Ci sarà un primo giro di incontri separati per accogliere proposte e idee, poi il governo formulerà le sue che saranno presentate anche a Bruxelles il 23 gennaio.

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