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Ici e Chiesa, finirà l'elusione della tassa?


Ici e Chiesa, finirà l'elusione della tassa?Continua il braccio di ferro sull'applicazione dell'Ici agli immobili della Chiesa. I partiti apprezzano lo spiraglio aperto dal cardinal Bagnasco. La Chiesa per prima deve dare il buon esempio.

I vescovi si dichiarano disponibili a discutere sull'Ici e tutti i partiti si affrettano ad apprezzare l'apertura. Questa volta la reintroduzione della tassa sulla prima casa degli italiani, riaccende la polemica contro l'esonero dal contributo di cui godono i beni ecclesiastici.

C'è un movimento d'opinione, molto consistente e che ritiene il privilegio profondamente ingiusto, che si autoalimenta e cresce ogni volta che il tema viene toccato. L'appello per l'abolizione del beneficio promosso dalla rivista MicroMega ha superato le 100.000 firme.

L'accusa sottesa è che si tratti di elusione piuttosto che di esenzione. Vero è che l'esclusione dalla tassa sarebbe limitata agli edifici non ad uso commerciale e riguarda anche le altre confessioni religiose, i circoli ricreativi e le organizzazioni senza fini di lucro. Ma se per quest'ultime si tratta di briciole, resta il fatto che il Vaticano fa la parte del leone.

Sono circa 100.000 gli immobili di proprietà della Chiesa in Italia. 2 miliardi di euro gli introiti stimati dall'Agenzia delle Entrate.

Bagnasco torna a dire che non c'è preclusione affinché si facciano le verifiche. Già a settembre aveva tuonato contro gli eventuali abusi, che se accertati devono essere sanzionati. Fu proprio il passaggio cruciale di un intervento davanti al Consiglio permanente della CEI in cui definiva l'evasione fiscale "un cancro sociale".

Ma questa volta c'è di più, in previsione della stretta che il governo sta chiedendo agli italiani, il presidente dello Ior, Gotti Tedeschi, sarebbe al lavoro per stimare gli effetti di un ritocco ai criteri dell'Ici. Così l'apertura di Bagnasco sarebbe la misura del dibattito interno agli ambienti del Vaticano e del desiderio di dare un segnale al Paese.

Sembra in arrivo il buon esempio dato dal Vaticano, c'è da crederci?

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