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Masi sfiduciato dal referendum Usigrai

Masi sfiduciato dal referendum Usigrai

Hanno votato in 1.878, i voti validi sono stati 1.438, di questi 1.314 hanno detto no sfiduciando il dg della Rai, in 77 hanno gli hanno invece rinnovato la fiducia, 29 sono state le schede bianche e 18 quelle nulle. Dal conto sono esclusi i voti di Venezia che per un problema postale non sono giunti a Roma in tempo per lo spoglio delle schede.

Il referendum proposto dall’Usigrai poneva il seguente quesito: "Alla luce delle politiche aziendali esprimi fiducia al direttore generale Mauro Masi?".

Il risultato del referendum indetto tra i giornalisti Rai di fatto defenestra, anche se solo virtualmente, il direttore generale dell’azienda televisiva di Stato. Praticamente un plebiscito.

Ma ovviamente Mauro Masi se ne infischia e in una nota fa sapere che l’iniziativa del sindacato dei giornalisti Rai non ha alcuna “rilevanza formale e sostanziale”.  Al massimo può essere interpretata come una “manifestazione politica o un tentativo di intimorire”, dice Masi.

Uomo tosto il dg che aggiunge: “ci vuole ben altro e ben altri personaggi per provare solo ad intimorirmi”.

E oggettivamente è sincero, si sa benissimo quali sono i personaggi che potrebbero intimidirlo, basta leggere le intercettazioni di Trani delle telefonate tra lui e Innocenzi dell’Agcom per le pressioni esercitate da Berlusconi sull’affare Santoro. Intercettazioni pubblicate anche da Libero.it (“Pronto sono Silvio”, del 17 marzo 2010).

In ogni modo c’è un altro appuntamento poco gradito per Masi. Il 22 novembre si discute alla Camera la mozione dei finiani che condanna il direttore generale della Rai "mosso da criteri di opportunità politica".



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