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L'imputato Berlusconi attacca il "famigerato" pm De Pasquale

"Famigerato" significa colui che gode di una pessima reputazione, così Silvio Berlusconi ha chiamato Fabio De Pasquale, il Pm che sostiene l'accusa in ben tre processi che vedono imputato il premier e che attualmente sono congelati dalla legge sul legittimo impedimento.

Eppure, a parte il suo caratteraccio, a De Pasquale è riconosciuto un livello di altissima professionalità confermato anche dal Procuratore della Repubblica di Milano in una nota di risposta agli attacchi di Berlusconi.

De Pasquale è riuscito a sostenere l'accusa nel processo Mills fino in Cassazione. Nei primi due gradi di giudizio l'avvocato inglese è stato condannato, la Cassazione ha riconosciuto che Silvio Berlusconi ha pagato Mills, ma annullato la condanna di appello perché il reato era ormai prescritto (nessuna assoluzione quindi, come riportato dal Tg1 di Minzolini).

E fu sempre De Pasquale, ai tempi di Mani Pulite, ad ottenere la prima condanna definitiva di Bettino Craxi e ad inchiodare il banchiere Pacini Battaglia.

Ma Berlusconi durante il suo comizio a Milano ha rispolverato una vecchia accusa, quella di avere indotto il presidente dell'Eni, Gabriele Cagliari, a suicidarsi in carcere.

Un'accusa vagliata già sei volte da diversi organi, gli ispettori, il ministero di Giustizia, la Cassazione, la Procura di Brescia, persino la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Per tutti, De Pasquale in quel caso ha fatto solo il suo dovere.

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