Boffo incassa la stima del Pontefice
- Pubblicato 01 Settembre 2009
- Di redazione
Il Vaticano conferma la solidarietà e la stima al direttore dell’Avvenire Dino Boffo. Obiettivo probabile quello di smentire il Giornale diretto da Vittorio Feltri che aveva “attenzionato” i suoi lettori su possibili tensioni tra la Santa Sede e la Cei."I tentativi di contrapporre la segreteria di Stato e la Conferenza episcopale italiana "non hanno consistenza", così ha dichiarato il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi. "Confermo che il cardinale segretario di stato Bertone ha parlato con il dottor Boffo manifestandogli la sua vicinanza e solidarietà – ha chiarito Lombardi, che ha poi continuato - E' chiaro che vi è accordo tra la Santa sede e la Chiesa in Italia, nel rispetto delle rispettive competenze".
Ulteriore conferma è arrivata poi dall'ufficio comunicazione della Cei che con una nota riferisce della telefonata del Pontefice al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana. "Nel corso della conversazione il Papa ha chiesto notizie e valutazioni sulla situazione attuale – è scritto nella nota - e ha espresso stima, gratitudine ed apprezzamento per l'impegno della Conferenza episcopale italiana e del suo presidente".
Così, dopo le accuse che il quotidiano della famiglia Berlusconi ha pubblicato contro Dino Boffo, quest’ultimo raccoglie a mani basse dichiarazioni di stima e di solidarietà da ampi settori ecclesiastici. Qualunque fosse lo scopo del Giornale con la pubblicazione, prima dell’articolo, poi di tutte conferme a firma di Feltri, non sembra che la situazione stia volgendo a suo favore. Santa Sede e Cei marciano compatti e Dino Boffo resta al suo posto.
Il lungo editoriale pubblicato oggi sull’Avvenire riporta le foto del certificato del casellario giudiziale oltre alla “informativa”, definita il “foglio B” che il direttore dell’Avvenire bolla come lettera anonima.
Decisione “inevitabile” ma importante, spiega Boffo, perché i lettori vengano a conoscenza di “cosa è in realtà la 'sentenza giudiziaria' maneggiata come un manganello": "Uno sconclusionato e sgrammaticato distillato di falsità e di puro veleno costruito a tavolino per diffamare".
Boffo fa inoltre notare come il Giornale di Feltri "già da ieri ha cominciato a dissimulare la vergognosa operazione. Non più mescolando le carte ma cercando di far sparire quella che dimostra quanto sporco sia il gioco che stanno conducendo".
Anche Famiglia Cristiana esprime solidarietà a Boffo nel numero in uscita per il prossimo giovedì. "Nell'Italia d'oggi molti sembrano rimpiangere la Chiesa del silenzio. Sono coloro che ogni volta che vescovi, parroci o mass media cattolici fanno sentire la loro voce, parlano di indebite ingerenze, minacciano ricatti e ritorsioni, brandendo l'otto per mille o il Concordato come cappio al collo di una Chiesa che si vorrebbe reticente o in ostaggio".
Il settimanale scrive riferendosi probabilmente all’articolo apparso sulla prima pagina della Padania, il quotidiano della Lega, che concludeva: “se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, […] bisognerà inserire nell'agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti lateranensi. Non ci pare il caso".
Il premier riferisce "Con il Vaticano dialogo quotidiano". Silvio Berlusconi parla da Danzica riferendosi alle polemiche tra il Giornale e l'Avvenire, che "il Governo non ha alcuna responsabilità per quello che è successo nelle diatribe giornalistiche che si sono verificate. Non c'è nessuna distanza con la Santa Sede - ripete - abbiamo continuato come sempre i nostri dialoghi pressoché quotidiani e quindi tutto ciò che ho letto sui giornali è esattamente il contrario della realtà".
Dall’Oltretevere non arrivano molte conferme di ciò, anzi, annullano le cene.







