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Dopo il referendum, ci si aspetta dal Pd almeno un po' di autocritica



Dopo il referendum

Da ex Pd. Nessuno esulta per la propria sconfitta, se qualcuno lo fa è perché ha ormai elaborato il lutto di non avere più un partito che lo rappresenti, ha maturato rancore e delusione. Ma questo sta nella natura degli umani.

Guardate il video che posto, è un operaio che piange perché non c'è più sinistra, guardalo e fate le vostre riflessioni.

Al Pd i segnali di questo disastro arrivavano da troppo tempo, è stato detto in tutti i modi che stava facendo una politica che non aveva al centro i bisogni della gente .. niente.. completamente sordo.

Oggi ho visto le analisi del voto è scopro che quasi l'80% dei giovani fino ai 34 anni ha votato no al referendum, eppure il Pd di Renzi ancora parla dei successi del jobs act, dei contratti a tempo indeterminato (che poi non lo sono affatto), manda la gente in pensione dopo 40 anni obbligandola ad indebitarsi con le banche.. e sono solo pochi esempi.

Non sono contento di vedere il mio ex partito finire nella pattumiera, approdo naturale di chi non ascolta il proprio elettorato.

Non sono contento del "rischio populista" in cui il Pd ha gettato il paese proprio per la sua cecità.

Non sono contento che mi si metta insieme a Salvini per avere votato no, proprio ieri lo sentivo in televisione usare parole di sinistra e rivendicare valori che una volta erano nostri.. No, non sono contento se Salvini difende la gente dal potere delle lobby mentre a me manca un partito che lo faccia.

Non sono contento quando mi si dice che per il "bene della ditta" devo digerire tutto. Non sono contento quando i renziani del Pd (ma anche quelli che considero buoni compagni) mi scaricano addosso la responsabilità della deriva populista senza nemmeno fare uno straccio di autocritica.

Cazzo compagni.. aripijateve ed elaborate il lutto. Poi proviamo a fare una sinistra vera, progressista e riformatrice.


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