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Pisapia propone il Campo Progressista, ma sbaglia l'alleato



Giuliano Pisapia

Giuliano Pisapia mi piace, tuttavia l'idea di costruire un Campo Progressista alleato con un Renzi che non vada più a braccetto con Verdini ed Alfano è un progetto che nasconde delle insidie.

Gira da anni una barzelletta in cui Veltroni interroga la sibilla sul suo futuro politico dopo la nascita del Pd. La sibilla gli risponde che ucciderà suo padre Prodo e giacerà con la madre di tutte le sconfitte. Veltroni preoccupato chiede come faccia a predire quel futuro infausto, lei risponde: "a Veltrò.. prendo il caffè al bar tutte le mattine".

Se l'obiettivo è quello di riunire a sinistra del Pd forze che siano in grado di assumere responsabilità di governo, è necessario prendere atto che Renzi è l'avversario non un possibile alleato. Se Pisapia non lo capisce, vada al bar mattino, pomeriggio e sera.

Al momento non si può che attendere, stare alla finestra per vedere come il Pd reagirà dopo questo referendum, se Renzi ne resterà alla guida, cosa farà la minoranza del Pd.

Tuttavia, quando faccio colazione al bar, mi rendo conto che per il popolo deluso di sinistra è difficile digerire la storia del Partito Democratico di questi ultimi anni. Governo Monti, poi Letta, poi la congiura di palazzo che ha dato il via al governo Renzi. E ancora... i 101 traditori, i bonus come mancette elettorali, la riforma Fornero, il job act che codifica la precarizzazione del lavoro, i voucher che legalizzano il caporalato, l'anticipo pensionistico che obbliga i pensionati ad indebitarsi con le banche. No, non bastano le unioni civili per dire, come fa Pisapia, che la politica del Pd è stata anche di centrosinistra.

Insomma, la strada è tutta in salita ma è ineluttabile: è necessario riunire la sinistra. Ma per recuperare l'elettore deluso che non vota più, o che vota Movimento 5 Stelle, o peggio.. per Salvini, è necessario andare al bar. E' prioritario riprendere il contatto con la realtà e con il disagio esistenziale delle persone, per non fare come Renzi che mentre decanta i meravigliosi effetti del job act, l'81% dei giovani fino ai 34 anni anziché ringraziarlo gli vota contro al referendum.

C'è bisogno di Sinistra, quella che sappia declinare i suoi storici valori di solidarietà e di difesa dei più deboli con la realtà attuale, che negozi con i poteri finanziari e industriali una modalità di sviluppo che abbia al centro la crescita dei diritti, l'uguaglianza, la partecipazione e la buona occupazione.

Praticamente, tutto il contrario di Renzi che ha promosso e gestito lo smantellamento dei diritti sociali conquistati in decenni di lotte.

Pisapia, è necessario andare al bar e parlare con gli operatori che con fatica sostengono quell'ultimo pezzo rimasto di sanità pubblica, con i giovani che non hanno un lavoro, o con quelli che incassano lo stipendio dal tabaccaio o che vengono licenziati pur avendo un contratto a tempo indeterminato, con gli operai che si spezzano la schiena e non sanno come arrivare a fine mese.

Bisogna parlare con chi tira avanti questo Paese, è con questi che si fanno le alleanze.. non con Renzi.

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