Sei qui: Home Politica Camusso al governo: giù le tasse sul lavoro o mobilitazione generale

Camusso al governo: giù le tasse sul lavoro o mobilitazione generale



Susanna Camusso

Al termine del direttivo della CGIL il segretario generale Susanna Camusso, nel ribadire che la priorità di questo paese è la redistribuzione del reddito e la riduzione delle tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni, ha affermato che se la legge di stabilità che il governo sta predisponendo non darà risposte esaurienti su questi temi, il sindacato chiamerà i lavoratori alla mobilitazione generale.

E’ quindi sempre più necessario ed urgente che il governo inizi un vero processo di redistribuzione del reddito iniziando a diminuire le tasse che attualmente gravano sui lavoratori dipendenti e sui pensionati, dando finalmente inizio ad un programma che punti alla crescita del lavoro, magari attraverso forti iniezioni economiche da parte dello Stato con i lavori pubblici, pagando alle pubbliche amministrazioni la montagna immensa di debiti che lo Stato ha con loro e dando inizio da subito ad un tavolo di confronto sulla legge di stabilità con le parti sociali.

Questa battaglia sulla (re)distribuzione del reddito coinvolge ormai da anni i differenti attori politici ed economici del nostro Paese ed è un scontro difficilmente risolvibile.

Da un alto c’è chi afferma sia uno dei compiti dello stato trovare meccanismi che garantiscano una distribuzione equa del reddito prodotto, mentre dall’altro molti ritengono che non sia compito dello Stato quello di assicurare la (re)distribuzione del reddito.

Per cercare di intenderci una delle definizioni del concetto di distribuzione è ” In economia la distribuzione del reddito è la ripartizione del reddito delle attività produttive (impresa, lavoro) tra i componenti del sistema economico.

La parola distribuzione è legata, in economia, al problema delle ineguaglianze e dei conflitti di classe. (OKPedia).

Secondo la Treccani è più semplicemente “Modalità attraverso cui il reddito si ripartisce tra i membri della società.

Al di la della discussione teorica o dei modelli economici, che ci comporterebbe una discussione che ha già impegnato fior di economisti, filosofi ed intellettuali, in atto c’è un fatto abbastanza assodato ed è che la gente vuole una redistribuzione del reddito in maniera più equa.

D'altro lato non è necessario essere altruisti d’animo per comprendere che la stabilità sociale si regge anche, e soprattutto a mio parere, grazie al fatto che ci sia un certo equilibrio distributivo.

Il punto è che anche in presenza di una maggioranza di persone che sono favorevoli a meccanismi di redistribuzione del reddito nazionale prodotto, resta il problema di come attuarla.

Le posizioni sono abbastanza lontane tra di loro e si passa da coloro che vorrebbero una redistribuzione modificando il meccanismo della tassazione in maniera di far pagare di più a coloro che abbiano più reddito, o di far scattare una tassa patrimoniale sui soggetti ricchi o di tassare in maniera molto più pesante di quanto accada oggi le cosiddette rendite finanziarie attraverso una specie di Tobin Tax.

O chi vorrebbe invece che ci fosse un abbassamento delle tasse uguale per tutti, sia che siano pensionati a 650 Euro al mese o dirigenti di banche a 3 milioni di euro al mese.

Tutte ipotesi che sono o dovrebbero essere poste su di un tavolo di concertazione fra le parti, cosa che chiedono i sindacati nel loro insieme, non dimenticando però che il primo motore di una eventuale discussione non è tanto la volontà di partecipare per giungere ad un accordo, quanto la presenza di meccanismi di creazione del lavoro che sarebbero in grado di ridurre lo spaventoso tasso di disoccupazione che in questo momento colpisce il nostro Paese.

A stomaco vuoto poi si ragiona male e quando non si trova un lavoro o ancora peggio quando lo si perde è difficile mantenersi calmi ed ottimisti.

Mi piace concludere con le parole che Roberto Benigni ha usato illustrando l’articolo 4 della Costituzione Italiana che dice: ”La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto, il lavoro è il fondamento della vita di un essere umano".

Esse sono :
”Amare il proprio lavoro credo che sia la vera e concreta forma di felicità sulla terra.

Con la disoccupazione le persone perdono non solo il lavoro, perdono se stesse, non sanno più chi sono e stanno male e producono infelicità e fanno stare male gli altri e perdiamo tutti quanti quando non c'è il lavoro, perché quando noi lavoriamo non è che modifichiamo solo l'oggetto al quale stiamo lavorando, modifichiamo noi stessi, diamo una forma alla nostra vita e questa è la grandezza del lavoro.

Quando ci danno la busta paga, dentro non troviamo solo i soldi, troviamo una ricompensa a noi stessi.

Quella paga non è avere, è essere e questa è la cosa più importante, è la nostra libertà, la nostra indipendenza, la nostra dignità, la nostra vita.
Per questo quando non c'è lavoro crolla tutto, crolla la società, la famiglia, la democrazia”.

Cerchiamo di evitarlo..


left Siamo un' associazione no profit che si propone di tutelare la salute della donna. Forniamo gratuitamente consulenza telefonica e via email su qualsiasi problema di salute femminile. Siamo all'interno della Casa Internazionale delle Donne di Roma nell'edificio più noto come Buon Pastore del Comune di Roma

Socials Bottom

Iscriviti alla Newsletter