Sabato, 4 Feb 2012

Last update:04:56:08 PM GMT

Headlines:
You are here: Mamme Gravidanza Parto senza dolore, bilancio in chiaroscuro

Parto senza dolore, bilancio in chiaroscuro

E-mail Stampa PDF
Soltanto il 16% degli ospedali italiani sarebbe attrezzato per offrire alle partorienti l'analgesia epidurale. Nulla di cui andare fieri, visto che tale tecnica palliativa è inserita dal 2008 nei Livelli essenziali di assistenza.

Il dato arriva dal convegno dedicato al tema "Il dolore al femminile - Partorire senza dolore" ospitato il 25 febbraio nella Sala capitolare del Senato, a Roma. Sull'epidurale l'Italia si riconferma la terra delle contraddizioni: «L'Italia» ha detto Giorgio Capogna, presidente del Comitato scientifico per l'Anestesia Ostetrica della Società europea di anestesiologia «è la prima nazione in Europa ad aver associato la nuova tecnica Pieb (Programmed intermittent epidural boluses, Somministrazione a boli intermittenti programmati, ndr) alla Pcea (Analgesia epidurale controllata dalla partoriente).

In questo modo assicuriamo alla partoriente un'analgesia costante e personalizziamo la somministrazione del farmaco in base alla specificità del caso». Fin qui le luci. Le ombre invece arrivano dalle differenze regionali: nonostante un decreto del Consiglio dei ministri abbia sancito da tempo il diritto al parto senza dolore, sono ancora pochi gli ospedali che offrono alle loro pazienti l'analgesia epidurale.

Fanno da apripista la Lombardia - che spende 5 milioni di euro all'anno per l'integrazione dell'analgesia in travaglio nel DRG del parto vaginale - il Veneto - un milione di euro soltanto l'anno scorso per lo stesso motivo - e l'Emilia Romagna, dove invece sono in vigore linee guida dirette a garantire in ogni provincia almeno una struttura abilitata all'analgesia epidurale.

Perché il parto senza dolore diventi un effettivo diritto delle donne si batte anche l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda). «Con il progetto Ospedale Donna» ha ricordato il presidente dell'associazione, Francesca Merzagora «identifichiamo con un punteggio da uno a tre bollini rosa gli ospedali a misura di donna. Dallo scorso anno solo le strutture che erogano l'analgesia epidurale possono aspirare ai tre bollini».

Anche l'Aipa, Associazione italiana parto in analgesia, si muove nella stessa direzione. «Stiamo sostenendo una petizione che spinga il ministero della Salute a diffondere il parto senza dolore in tutte le strutture» ha sottolineato il presidente dell'Aipa, Paola Banovaz.


Trackback(0)

TrackBack URI for this entry

Commenti (0)

RSS feed Comments

Scrivi commento

smaller | bigger

busy

DIRITTI

 

SANITA'

 

SALUTE

 

SALUTE IN CUCINA