«I parti cesarei, in costante aumento in Italia, nel 2007 hanno raggiunto il 38% delle nascite, portano il nostro Paese ai vertici (in negativo) della classifica europea. E con gli ospedali del Sud che sfiorano il 60%, toccando addirittura il 78% nelle strutture private».
È quanto afferma Onda, l'Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, che ribadisce come la situazione sia particolarmente grave al Sud. Al Nord invece, aggiunge l'Osservatorio, la situazione migliora a partire da Friuli, Toscana e Lombardia, dove la percentuale si assesta tra il 24 e il 28%, mentre solo Bolzano (20%) si avvicina ai valori raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (15%) e dal ministero della Salute (20%).
«Per sensibilizzare gli ospedali anche su questo tema - spiega Francesca Merzagora, presidente Onda - abbiamo inserito tra le caratteristiche che devono avere gli ospedali per ottenere i nostri "Bollini Rosa" l'impegno a ridurre costantemente il numero dei parti cesarei fino ad avvicinarsi alla soglia del 20%».
I numeri italiani, aggiunge Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene dell'Università Cattolica di Roma, «sono il segnale di una patologia del sistema. Certamente indicano problemi strutturali, organizzativi, economici e di responsabilità medica.
A partire dalle strutture che non garantiscono l'epidurale 24 ore su 24 e che preferiscono orientarsi verso il parto cesareo anche in assenza di reale necessità».






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