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Allattamento al seno nelle emergenze

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Allattamento al seno nelle emergenze

Come sempre, dal 1 al 7 ottobre 2009 si terrà la SAM (settimana mondiale dell´allattamento) che quest´anno ha per titolo "Allattamento al seno: una risposta vitale nelle emergenze".

Pensavamo di parlarne verso l´estate, perché nessuno di noi si aspettava che l´argomento sarebbe diventato così tristemente d´attualità anche nel nostro Paese.

Proponiamo quindi con anticipo questa riflessione sull´alimentazione infantile in situazione di emergenza all´attenzione di quanti si trovano a operare in Abruzzo o all´estero, a sostegno delle popolazioni colpite. 
  
Negli ultimi anni le emergenze hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone.

Solo per citare i più noti, ricordiamo il terremoto in Iran nel 2003 che ha provocato oltre 40 mila vittime, lo tsunami che nel 2004 ha colpito tutta la zona dell´Oceano Indiano, l´uragano Katrina che ha colpito gli Stati Uniti nel 2005, i terremoti del 2006 in Indonesia e in Pakistan, il conflitto armato del 2006 in Libano, il terremoto in Wenchuan (Cina) e il ciclone Nargis in Myanmar nel maggio del 2008, il conflitto che ha interessato la striscia di Gaza nel gennaio 2009, le emergenze alimentari e i conflitti armati in gran parte degli Stati africani e, ultima, la tragedia che ha colpito in questi giorni il nostro Paese. 

Perché è importante occuparsi di alimentazione infantile nelle emergenze:
In situazioni di emergenza, che siano provocate dall´uomo o da cause naturali, i bambini sono la fascia di popolazione più a rischio di ammalarsi e di morire e lo sono tanto di più quanto più sono piccoli; quindi, pratiche alimentari inadeguate aumentano ulteriormente questo rischio . Uno fra i tanti esempi che possiamo citare è quello della guerra in Iraq del 1991, durante la quale 500 mila kurdi si sono spostati verso la Turchia e sono rimasti bloccati sulle montagne a cavallo tra i due Paesi. Nonostante si trattasse di una popolazione sana prima del conflitto e gli aiuti fossero arrivati rapidamente, i tassi di mortalità rilevati sono stati molto elevati. Circa il 12% dei bambini sotto l´anno sono morti durante i primi due mesi dall´inizio della crisi e la maggior parte dei decessi è avvenuta per diarrea, disidratazione e la conseguente malnutrizione. 
 
Anche nei Paesi più ricchi una situazione di emergenza può compromettere la salute dei più piccoli. Un esempio recente è stato l´uragano Katrina, negli Stati Uniti, dove molti bambini alimentati con latte artificiale non hanno potuto essere nutriti adeguatamente e hanno sofferto di malnutrizione grave o sono morti . La dottoressa Mitchell, pediatra che ha vissuto in prima persona la crisi che ha seguito l´uragano, descrive in questo modo la vulnerabilità dei bambini: "Trovai una madre che nutriva il suo bimbo di 6 settimane con un biberon di acqua perché era tutto ciò che aveva". 
 
In un documento del 2004, l´Organizzazione mondiale della sanità delinea i 10 principi-guida per l´alimentazione dei lattanti e dei bambini piccoli durante le emergenze. 
 
Il primo principio-guida riguarda l´allattamento al seno. Tutti i bambini dovrebbero essere allattati esclusivamente al seno fino a 6 mesi di vita, soprattutto quelli che nascono in una situazione di emergenza, "facendo ogni sforzo possibile per individuare modalità alternative per allattare al seno i lattanti le cui madri biologiche non sono reperibili". L´obiettivo dovrebbe essere "creare e sostenere un ambiente che incoraggi le poppate frequenti per i bambini fino a 2 anni di vita e oltre".

Il mancato avvio dell´allattamento o l´interruzione prematura andrebbero evitati, soprattutto nelle situazioni in cui il rischio di irregolarità nell´accesso al cibo e di esposizione alle infezioni è aumentato. 
 
Esistono alcune credenze diffuse anche da noi sull´allattamento in situazione di stress. Secondo una di queste, il latte "si asciuga" o "torna indietro" in seguito a uno spavento o a un´emozione forte provata dalla madre. Questa affermazione non ha fondamento scientifico e una mamma produce latte in quantità sufficiente a condizione che il bambino venga attaccato frequentemente al seno secondo la sua richiesta. Esiste però la possibilità che l´ansia e lo stress della madre interferiscano con il riflesso di eiezione del latte: come dire che il latte c´è, ma fuoriesce con fatica.

Per questo, anche in condizioni difficili, è importante creare ambienti dove le mamme possano occuparsi dell´accudimento dei propri bambini senza essere gravate da altre incombenze. Accudire il proprio piccolo, avere con lui o lei il contatto stretto dell´allattamento aiuta anche la madre a produrre ormoni utili ad affrontare con maggiore determinazione la difficoltà della situazione.

Va poi ricordato che una madre che allatta, anche quando non riesce ad alimentarsi in modo adeguato o soffre di moderata malnutrizione, è in grado di produrre un latte perfetto per il suo bambino. La credenza che il latte "si annacqui", sia "leggero" e "non nutriente" è diffusa, ma non ha alcun fondamento scientifico. 
 
Per quanto riguarda i bambini già alimentati con sostituti del latte materno al momento dell´emergenza, i latti in formula dovrebbero essere garantiti in quantità adeguata insieme agli ausili necessari per la loro preparazione come l´acqua potabile.

Sono fattori determinanti per la sopravvivenza di questi bambini e sono fra le azioni prioritarie in situazione di emergenza, da gestire in modo coordinato e seguendo le specifiche raccomandazioni formulate in ambito internazionale. "La quantità, distribuzione e uso dei sostituti del latte materno nei luoghi dell´emergenza dovrebbe essere rigorosamente controllata" e la somministrazione dovrebbe avvenire con la tazzina. "L´uso di biberon, tettarelle e ciucci durante le emergenze dovrebbe essere attivamente scoraggiato", per evitare rischi di contaminazione dovuti alla precarietà delle condizioni igieniche. I casi di diarrea e disidratazione in situazione di emergenza sono spesso aumentati, soprattutto nei bambini che non prendono latte materno e sono alimentati con il biberon con un conseguente aumento della mortalià infantile.


E’ fondamentale ricordare che aumentare la produzione di latte è sempre possibile.
Se ci sono madri che alimentano i bambini in modo "misto", con latte materno e aggiunte di latte artificiale, vanno incoraggiate a recuperare l´allattamento esclusivo al seno: questo costituirebbe un vantaggio immediato per il bambino che sarebbe più protetto dalle infezioni e dal rischio di malnutrizione e ridurrebbe la necessità di attivare la complessa macchina logistica necessaria alla fornitura di latte artificiale, di acqua e di ausili per l´allattamento e la pulizia. Inoltre, la madre recupererebbe l´autonomia e il controllo completo sull´alimentazione del proprio bambino, rendendo più semplice la gestione del quotidiano.

Se ci sono mamme che hanno interrotto da poco l´allattamento passando all´alimentazione artificiale, possono essere incoraggiate a ricominciare, se lo desiderano. Su come aumentare la produzione di latte e sulla tecnica del riallattamento esiste una vasta letteratura ma è necessario avere personale esperto o formato ad hoc su counselling e allattamento.

Non si tratta infatti di dire alla madre cosa fare o di proporle una tecnica quanto piuttosto di ascoltarla, comprendere il suo punto di vista, discutere e concordare con lei un piano per l´alimentazione del proprio bambino che la renda quanto più possibile competente, autonoma e fiduciosa nelle proprie capacità. Soprattutto in condizioni difficili come quelle legate a un´emergenza, una madre che si sente competente, indipendentemente da come sta alimentando il suo bambino, é una risorsa preziosa per tutto il gruppo di madri e per la comunità. 
 
L´Oms continua raccomandando che le agenzie incaricate di coordinare le azioni nelle situazioni di crisi pongano attenzione particolare alle donazioni di alimenti per l´infanzia.

 

Nessuna emergenza giustifica la distribuzione routinaria di sostituti del latte materno o diausili per l´allattamento.

L´impatto emozionale, soprattutto in presenza di catastrofi naturali, suscita il comprensibile desiderio di esprimere la propria solidarietà attraverso un contributo. Così, può accadere che in buona fede si organizzino raccolte di latte in polvere, biberon e altri sostituti del latte materno senza pensare a quali siano le reali necessità e soprattutto ai gravi rischi legati a una distribuzione incontrollata.

È compito di chi coordina gli interventi organizzare un sistema di rilevazione dei bisogni dei bambini e l´offerta di supporto alle madri attraverso una rete di operatori o di volontari formati ad hoc 
Anche per i bambini oltre i 6 mesi di vita andrebbe sempre promosso l´allattamento al seno, complementando l´alimentazione con cibi adeguati, preparati nel rispetto delle norme igieniche. Sembrano cose scontate ma soprattutto nelle prime fasi dell´emergenza, anche nei Paesi più ricchi, può accadere che manchi il cibo adeguato, l´acqua potabile, la cucina o gli strumenti necessari a preparare il pasto del bambino. 
Le persone che si prendono cura dei lattanti e dei bambini, in genere le mamme, sono le figure-chiave per il successo nella gestione dell´emergenza. Dedicare tempo a una madre, farla sentire al sicuro e capace di affrontare la situazione è la migliore garanzia che il bambino verrà accudito e nutrito in modo ottimale. Le madri stesse spesso si organizzano in gruppi per sostenersi a vicenda e occuparsi dei bambini di diverse età; il valore di queste iniziative va al di là degli obiettivi nutrizionali, promuove nelle persone atteggiamenti proattivi e aiuta a creare un clima costruttivo e collaborativo. 

I media hanno un ruolo fondamentale nella diffusione di informazioni che contribuiscano a proteggere i bambini nelle situazioni di emergenza. È importante offrire al grande pubblico strumenti per capire perché in queste situazioni sia vitale proteggere, promuovere e sostenere l´allattamento al seno e quali siano le ragioni per cui donare in modo indiscriminato latte artificiale, seppur con le migliori intenzioni, può essere dannoso. 
 
Le associazioni sono una risorsa che può essere utilmente impiegata nelle situazioni di emergenza, soprattutto quelle che si occupano nello specifico di alimentazione infantile. In Italia esistono agenzie internazionali (come ad esempio l´Unicef e la Croce Rossa) e associazioni scientifiche di professionisti. Esistono poi altre associazioni che si dedicano all´alimentazione infantile. Ne segnaliamo qualcuna:  
 
la Leche League Italia, onlus che offre sostegno da mamma a mamma durante l´allattamento  
Aicpam, associazione italiana delle consulenti professionali in allattamento materno  
Ibfan Italia, associazione italiana che fa capo all´International Baby Food Action Network, si occupa del monitoraggio dell´applicazione del Codice internazionale  
Mami, gruppo italiano che fa capo alla World Alliance for Breastfeeding Action, rete internazionale di organizzazioni  
gruppi di mamme di sostegno: ne esistono oramai tanti, composti da mamme con un vissuto personale e una specifica formazione che si offrono per il sostegno tra pari (peer counselling). Esiste un elenco (a cura del Mami) dei gruppi esistenti sul territorio nazionale, che viene costantemente aggiornato .

Angela Giusti



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