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Primo maggio, contro mafia e razzismo i sindacati marciano a Rosarno

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Primo maggio, contro mafia e razzismo i sindacati marciano a RosarnoLavoro, legalità, solidarietà. Uno slogan di tre parole quello scelto da Cgil, Cisl e Uil per la marcia del 1° maggio. Parole sottolineate dalla scelta di Rosarno, la cittadina calabrese teatro degli scontri dello scorso gennaio fra immigrati e popolazione locale.

Scontri fra gli extracomunitari africani che denunciavano lo sfruttamento da parte dei caporali degli aranceti e gli abitanti esasperati da una disoccupazione ai massimi nazionali.

Una manifestazione contro il razzismo che nasce dalla paura, dalla fame di lavoro. Stesso tema del concerto che si tiene in Piazza San Giovanni a Roma, mentre i dati Istat confermano un aumento della disoccupazione nel nostro Paese del 12% rispetto al marzo dell'anno corso.

Una percentuale che rischia di aumentare con i tagli paventati da molte imprese. A cominciare dalle più grandi come Fiat che, se da un lato con il nuovo piano industriale prevede la possibilità di nuove assunzioni, dall'altro conferma la chiusura di due stabilimenti, quello di Termini Imerese, 1.400 lavoratori più 500 dell'indotto e quello della Cnh di Imola, 550 lavoratori.

Tagli previsti anche per Telecom che calcola, tra il 2008 e il 2012, 13 mila esuberi, oltre ai 4.522 già annunciati a metà aprile.

Tagli annunciati accanto a situazioni dove, invece, l'attesa si fa sempre più dura da sostenere come per i lavoratori del gruppo Merloni, 6 mila compreso l'indotto, che aspettano la proroga della cassa integrazione, come per quelli dell'Alcoa, la multinazionale americana dell'alluminio, che deve dire la parola definitiva sulla chiusura già annunciata e rinviata degli stabilimenti in Veneto e in Sardegna.

Accanto alla cassa integrazione, ai tagli occupazionali, alla paura degli stabilimenti, resta sempre aperto il fronte del precariato. Un tema a cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di porre particolare attenzione invitando al Quirinale i lavoratori dell'Ispra, l'Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

250 lavoratori Ispra sono stati allontanati nel 2009 alla scadenza del contratto, altri 150 potrebbero subire la stessa sorte entro il 2010.


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