Con la decisione di riassumere Anna Dalò, la dipendente del patronato Inca Cgil, licenziata per assenza ingiustificata, la Cgil d’Andria, Puglia, rimette ordine in una vicenda che ha tutta l’aria dell’incredibile, però reale.
La donna, che era assente dal lavoro da diverso tempo a causa di un cancro che aveva scoperto e che stava curando, aveva sempre portato di persona i certificati medici a copertura della sua assenza, tranne l’ultimo che era stato consegnato dal figlio, presso la portineria della struttura dove lavorava la donna.
Ricevuto un richiamo ufficiale per assenza ingiustificata, la donna si era premunita recuperando dal proprio medico copia dell’ultimo certificato ed era tornata in ufficio per presentarlo, ma il suo dirigente non aveva voluto ascoltarla.
Al suo rientro dalla malattia alla signora è stato comunicato il suo licenziamento e alla donna non è rimasto che sporgere denuncia per mobbing, diffamazione e stalking.
Con la decisione di riassumere la donna, è sanata una situazione a dir poco imbarazzante, visto lo svolgersi della storia, anche se il certificato era perso, la copia presentata in seguito alla richiesta ufficiale, doveva bastare e avanzare.
Come annunciato dal segretario generale della Puglia, Gianni Forte, durante il congresso di Rimini della Cgil, oltre alla riassunzione della donna, è stata richiesta una riunione del Comitato direttivo della Camera di Lavoro, per discutere delle dimissioni del segretario generale reo d’averla licenziata.






.jpg)






