Minacciare il licenziamento è un reato. Lo ha stabilito la Cassazione che ha condannato un capo reparto che aveva prospettato il licenziamento ad una dipendente.La donna, che si era rifiutata di lavorare fuori dal normale orario di servizio, era stata sottoposta a minacce da parte del suo capo che le aveva intimato: se non fai quello che ho detto ti metterò in condizione di andartene con i tuoi piedi.
Per il giudici è un comportamento illegale che avrebbe procurato alla lavoratrice un ingiusto danno.
Condannato per questo dal Tribunale di Perugia, la suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'uomo confermando le accuse.
Il capo reparto, oltre a pagare una multa di 51 euro, dovrà risarcire anche i danni della parte offesa.
In particolare, secondo i giudici, il datore di lavoro che costringe il dipendente a tollerare il suo comportamento con la minaccia del licenziamento, commette reato.
Un punto a favore di tutti i lavoratori, che pur di salvaguardare lo stipendio, sono costretti a dire sempre di si.
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