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Fiat, la Fiom dichiara lo sciopero di 8 ore

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Fiat, la Fiom dichiara lo sciopero di 8 oreFiat, accordo firmato per Pomigliano. Mentre la Fiom dichiara lo sciopero di 8 ore per il 28 gennaio, il Pd si spacca e tra i sindacati volano parole grosse.

In Brasile si pone la prima pietra dello stabilimento Fiat, in Italia si discute il futuro di quelli storici. Il suo commento Marchionne l'ha fatto da oltreoceano, "Mi spiace che Fiom non comprenda l'importanza del progetto Mirafiori".

Nel frattempo, in Italia, la politica dibatte sugli effetti che gli ultimi accordi raggiunti dall'azienda produrranno sul mondo del lavoro.

Se governo e maggioranza non hanno dubbi sul giudizio positivo, si apre una spaccatura nel Pd dove emergono due anime. Una che dice si - anche se con dei distinguo - alle scelte di Marchionne, l'altra che le boccia.

"La sfida di Marchionne va raccolta positivamente - dice Pietro Ichino - per questo occorrono regole che definiscano bene il diritto della coalizione sindacale maggioritaria, cioè il diritto di stipulare un contratto effettivamente vincolante".

Di parere opposto Sergio Cofferati che commenta: "E' un'idea di competitività profondamente sbagliata. La competitività la si deve fare sulla qualità dei prodotti mentre la Fiat punta a ridimensionare i diritti delle persone".

Fra quelli scesi in campo per il si al piano Marchionne c'è anche l'attuale sindaco di Torino, Chiamparino, e quello candidato per le primarie, Fassino. Ci sono anche gli ex popolari con in testa l'ex leader della Cisl, Franco Marini.

Fra i contrari, con Cofferati e gli intellettuali della neonata associazione Lavoro e Libertà, in difesa della Fiom c'è Vincenzo Vita, la cui posizione si avvicina a quelle oltranziste per il no di Vendola e Di Pietro.

Parole grosse volano fra i sindacati. Il segretario della Uil, Angeletti, accusa la Fiom-Cgil di essere da un pezzo non più un sindacato ma un movimento politico.

Dalla Fiom Cremaschi controbatte: "Angeletti e Bonanni sono la vergogna del sindacalismo italiano".

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