I cancelli sono aperti, ma Mirafiori è deserta. Entrano ed escono solo fornitori e consulenti esterni. Gli operai oggi sono a casa e ci resteranno fino al 7 marzo. Due settimane di cassa integrazione che riguarderanno tutti gli stabilimenti italiani della Fiat, e dunque oltre 30 mila dipendenti.Una decisione giustificata dal Lingotto con le previsioni negative per l’intero mercato dell’auto e che la Fiat ha quantificato in una diminuzione del 20% della domanda nel 2010.
Nonostante queste due settimane di cassa integrazione abbiano suscitato tante polemiche, oggi gli operai di Torino non hanno organizzato nessuna forma di protesta. Il segretario torinese della Fiom, Giorgio Airaudo, spiega che “sono lavoratori ricattabili, c’è attenzione e le assemblee sono molto partecipate, ma quando da più di 18 mesi si fa una o due settimane di cassa integrazione ogni due mesi, c’è sconcerto e la paura che qualche fabbrica possa chiudere”.
Durante le due settimane di cassa integrazione, comunque, non si interromperà il dialogo tra governo, azienda e parti sociali. Nell’incontro del 5 marzo al ministero dello Sviluppo Economico si parlerà di Termini Imerese e dell’intero piano industriale che Sergio Marchionne presenterà ad aprile.
Ecco “l’Italia che c’è e va avanti” di Silvio Berlusconi.
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